Ugo Russo, il 15enne morto nella sparatoria di sabato notte, aveva addosso un Rolex e una catenina che erano il bottino di una rapina fatta poco prima del tragico tentativo di furto ai danno del carabiniere 23enne che poi si è concluso con la morte del giovanissimo rapinatore.
A trovare l’orologio e la catenina negli indumenti della giovane vittima sono stati i medici del pronto soccorso dove il ragazzo, esanime, è stato portato dopo essere stato colpito.
Gli inquirenti della Procura di Napoli, che indagano su quanto accaduto nella zona di Santa Lucia quella notte, ipotizzano che il ragazzo che avrebbe compiuto 16 anni il prossimo aprile avesse già messo a segno, verosimilmente insieme con il complice 17enne, successivamente fermato dai carabinieri con l'accusa di tentata rapina, almeno un altra rapina.
Secondo quanto si è appreso il 17enne avrebbe anche ammesso di avere compiuto una rapina, prima di quella tentata a Santa Lucia, poi trasformatasi in tragedia. Dell'attività investigativa si stanno occupando due procure: quella dei Minorenni, coordinata dal procuratore Maria de Luzenberger con il pm Cerullo, si sta concentrando sulla posizione del complice 17enne della vittima accusato di tentata rapina; quella guidata dal procuratore Giovanni Melillo, con il pm Simone De Roxas e l'aggiunto Rosa Volpe, riguarda invece l'uccisione del 15enne, che vede indagato per omicidio volontario il carabinieri 23enne, la successiva devastazione del Pronto Soccorso dell'Ospedale Vecchio Pellegrini, ad opera di un folto gruppo di facinorosi, e gli spari, quattro, contro la caserma Pastrengo, sede del comando provinciale di Napoli, avvenuto alle 4 del mattino di domenica.
Riguardo il blitz al Pronto Soccorso gli inquirenti indagano ipotizzando il reato di devastazione. Sarebbero disponibili immagini del gruppo che entra nella struttura ospedaliera che si trova nel cuore di Napoli, ma non quelle della devastazione in quanto lì non sarebbe stato ancora installato il sistema di videosorveglianza.
Gli investigatori, comunque, ascolteranno i presenti, medici, infermieri, pazienti e familiari, per cercare di ricostruire l'accaduto. Per l'attentato alla caserma Pastrengo, invece, il fascicolo è stato aperto ipotizzando i reati di spari in luogo pubblico, e di porto e detenzione di arma da fuoco. In azione sarebbero entrati un paio di persone in sella a uno scooter che giunti davanti alla caserma, con il casco in testa, hanno sparato quattro volte contro l'edificio. Le ogive hanno colpito il muro sottostante una finestra, e il vetro di un ufficio che si trova al piano terra.
Intanto la Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di omicidio volontario, il carabiniere di 23 anni.
A fornire le informazioni più preziose riguardo quanto accaduto quella notte in via Generale Orsini, nella zona di Santa Lucia, a Napoli, saranno i risultati dell'esame autoptico, gli esami balistici ed eventuali immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza della zona. Secondo la versione resa dal complice 17enne di Ugo Russo, difeso dall'avvocato Mario Bruno, i due, che viaggiavano in sella a uno scooter, risultato sottoposto a fermo amministrativo e con targa clonata, hanno notato la macchina con a bordo un giovane con un orologio di pregio, verosimilmente un Rolex, al polso, e hanno deciso di entrare in azione per rapinarglielo. Il 17enne, che era alla guida si è avvicinato alla macchina, Ugo è sceso con in mano una pistola, che successivamente si scoprirà che era una replica priva del tappo rosso di riconoscimento, si è accostato al finestrino del guidatore e ha puntato l’arma contro la testa del guidatore intimandogli di consegnare l'orologio. Il ragazzo, un carabiniere campano in servizio a Bologna, a Napoli in vacanza, fingendo di sfilarselo, ha preso la pistola e ha sparato un primo colpo che ha raggiunto Ugo Russo al torace. Il carabiniere - secondo quanto ha riferito il 17enne - dall'interno dell'auto ha sparto ancora è ha colpito il 15enne una seconda volta e poi una terza, forse anche una quarta, volta nella direzione proprio del 17enne.
Ugo, intanto, era già caduto a terra. Il complice, impaurito è scappato verso casa, dove alcune ore dopo è stato raggiunto e sottoposto a fermo dai carabinieri con l'accusa di tentata rapina.