Una storia che ha colpito l'intera nazione e sta iniziando a mobilitare gli italiani, uniti per chiedere "Giustizia per Chico Forti". Da un'inchiesta della trasmissione televisiva "Le Iene", condotta da Gaston Zama, viene alla luce un caso che coinvolge Italia e America. Vent'anni di carcere ad un uomo che si è sempre professato innocente, il racconto di Chico, un italiano condannato all'ergastolo nonostante diversi dubbi sulla sua effettiva colpevolezza.
Numerosi sono stati gli speciali e i servizi realizzati sulla storia di Chico Forti. Lo scalpore legato alla vicenda è diventato tale che in tantissimi hanno deciso, nel proprio piccolo, di "muovere qualcosa" e dare un piccolo contributo.
Così come raccontato durante la puntata de "Le Iene" andata in onda ieri, da Nord a Sud le città italiane si stanno tappezzando di manifesti che chiedono giustizia per l'uomo. Tra le tante, anche a Salerno, Vincenzo, insieme ad un gruppo di amici, ha deciso dare il suo contributo all'onda di Chico.
"Pensiamo che vada fatta giustizia, non chiedo libertà perchè non sono un giudice o un investigatore. Ma ci sembra ci siano molti dubbi su questo processo e su questa condanna. Ci sembrava giusto, quindi, nel nostro piccolo, dimostrare vicinanza a lui e a tutta la sua famiglia, con la speranza che anche altri si mobilitano" ha raccontato il ragazzo ai microfoni della trasmissione.
La storia dell'uomo originario di Trento sta raggiungendo e interessando sempre più persone. Una tematica importante che ha visto il coivolgimento anche del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha sentito in videoconferenza l’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Armando Varricchio, per un aggiornamento sulla situazione.
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