Benevento

Domenica 8 marzo saranno passati 134 giorni da quell'unica sconfitta finora incassata dallo squadrone di Pippo Inzaghi in questo campionato. Era sabato 26 ottobre 2019: quel giorno all'Adriatico accadde qualcosa di inusitato, nulla girò per il verso giusto e ad una prova d'assieme poco brillante si assommarono errori determinanti dei singoli. Una giornata storta, sentenziarono in molti, o forse un momento opportuno di meditazione perchè quella squadra che studiava da grande potesse diventare imbattibile. Di lì a poco anche l'assetto tattico sarebbe cambiato, passando dallo spregiudicato 4-2-4 all'albero di Natale di “ancelottiana” memoria, 4-3-2-1. “Se qualcuno ci avesse detto che da quel giorno non avremmo più perso, lo avemmo preso per pazzo”, ha detto Inzaghi dopo la vittoria al Curi. Eppure lui a quella squadra ci stava lavorando, l'aveva in mente, aspettava di poter avere di nuovo a disposizione Schiattarella per ridisegnarla secondo un assetto forse più adatto alla serie B. Bè, da quel giorno il Benevento ha ottenuto 15 vittorie e tre pareggi, 48 punti in totale, un carrarmato irrefrenabile. 

RINCONTRARSI. Dopo un intero girone Benevento e Pescara tornano a fronteggiarsi. E, anche se la classifica farebbe passare ogni altra cosa in secondo piano, non si riesce a far finta di niente. Gli adriatici hanno continuato a marciare a strappi: qualche periodo positivo, qualche frenata inevitabile. Anche l'organico ha subito delle variazioni che non possono essere sottaciute: una su tutte quella di Josè Machin che segnò due dei quattro gol degli abruzzesi all'Adriatico. L'equatoguineano è stato per il secondo anno di fila sacrificato da Sebastiani sull'altare del bilancio ed è andato ad arricchire la già incredibile rosa del Monza di Berlusconi e Galliani in vista della B del prossimo anno. Sono arrivati Pucciarelli, Clemenza, Bojinov, ma Machin era l'anima della squadra pescarese e non c'è stato nessuno che abbia saputo sostituirlo. Nel frattempo è cambiata anche la guida tecnica con Nicola Legrottaglie che ha preso il posto di Luciano Zauri, entrambi tecnici giovani, entrambi provenienti dalla Primavera abruzzese.

SCORE DA SALVEZZA. Nonostante le sbandierate ambizioni del presidente, che ha in organico anche il nazionale bulgaro Ivajlo Chochev, preso in saldi dopo la scomparsa del Palermo, ma con una scommessa ai limiti dell'azzardo, visto che il giocatore era stato appena operato per una frattura alla rotula (marzo 2019, a dicembre operato di nuovo), la squadra pescarese è attualmente fuori dai play off. Il suo cammino è quello di una squadra che deve salvarsi, nulla di più. Anche se qua e là l'organico ha giocatori di grande spessore, come può esserlo Galano, 12 gol in stagione, o l'ex giallorosso Ledian Memushaj, che conserva le sue doti tecniche non comuni nonostante l'età non più verde. Ieri sera, falcidiata da infortuni e squalifiche, la squadra di Legrottaglie ha perso da copione a La Spezia. Contro il Benevento riavrà Memushaj che ha scontato un turno di squalifica, vorrebbe ritrovare Bettella e Busellato fermati dalla febbre. Non avrà né Drudi, né Palmiero che erano diffidati e saranno squalificati.

RIVALSA. Un po' di rivalsa c'è nell'animo dei giallorossi, che vorrebbero cancellare la sconfitta dell'andata. Una “nemesi” nel silenzio, viste le porte chiuse volute dal Governo per l'affare coronavirus. Inzaghi non avrà per la prima volta in questa stagione Gaetano Letizia. Lo scugnizzo di Scampia finora non solo le aveva giocate tutte, ma non aveva neanche saltato un solo minuto delle gare fin qui disputate. Al suo posto giocherà Barba, a destra rientrerà capitan Maggio. Il Benevento è già al lavoro, dovrà regalarsi questa vittoria per cancellare il passato e soprattutto per esorcizzare il clima surreale delle porte chiuse. Sperando che l'incubo del virus “made in China” svanisca presto.