Vertenza pensionati, vertice in prefettura. I segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno sottoposto all'attenzione di Carlo Sessa la piattaforma nazionale che sarà sottoposta all'attenzione del premier Renzi. «Il Governo da Lei presieduto ha deciso di dare attuazione alla Sentenza della Corte Costituzionale senza alcun confronto col sindacato, con un decreto legge che restituisce solo una parte di quanto dovuto e solo a una parte dei pensionati con pensioni di importo sopra 3 volte il minimo. Il Decreto rivaluta marginalmente il montante delle pensioni, e pertanto gli effetti del blocco dell’indicizzazione del biennio 2012-2013 continueranno a ripercuotersi negativamente sugli importi futuri», si legge nella nota sindacale.
Il sindacato respinge con decisione il tentativo di criminalizzare i pensionati che, dopo anni di lavoro, di contributi versati, di tasse pagate più alte di tutti gli altri pensionati europei, sono oggi additati come privilegiati che rubano il futuro ai giovani. Si dimentica che i pensionati che in questi ultimi anni di crisi economica, aggravata dalle errate e unilaterali decisioni dei Governi, con le loro modeste pensioni e con il loro lavoro di cura, soprattutto nella nostra Provincia, hanno sostenuto figli e nipoti disoccupati e inoccupati, sostituendosi a un welfare insufficiente e discriminatorio».
Il sindacato chiede al governo la convocazione di un tavolo di confronto su "un sistema di rivalutazione delle pensioni all’inflazione, più equo e che tenga conto dei consumi specifici dei pensionati e degli anziani".
Tra le priorità anche "la modifica della Legge Fornero, anche per quanto riguarda la reintroduzione di forme di flessibilità di uscita dal mondo di lavoro, che potrebbero pure facilitare il turn over e l’occupazione giovanile; la riduzione della pressione fiscale, a livello nazionale e locale, sul lavoro e sulle pensioni; l’equiparazione della no tax area per lavoratori e pensionati; l’eliminazione del fiscal drag; l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati e agli incapienti, perché a parità di reddito è ingiusto escludere i pensionati da un beneficio a carico del bilancio dello Stato e la richiesta di una legge nazionale sulla non autosufficienza, con finanziamenti adeguati e certi".
Marco Grasso