"In più occasioni ho sollecitato l’amministrazione comunale a regolarizzare le attività delle congreghe religiose all’interno del cimitero cittadino. Sebbene le aree cimiteriali siano definite in base alle normative vigenti aree demaniali e quindi pubbliche, le congreghe (o confraternite) si ritengono “proprietarie” all’interno del cimitero di Salerno di aree ed edifici-mortuari, in virtù di atti notarili che risalgono al 1884. Esse gestiscono nell’area cimiteriale oltre 11.500 luoghi di sepoltura. Luoghi di sepoltura, che vengono direttamente “concessi” ai parenti dei defunti in cambio di una “quota associativa” per la tumulazione dei loro cari (4.000 euro?)". Il consigliere comunale di "Salerno di tutti", Gianpaolo Lambiase, torna ad occuparsi della questione cimitero.
L'esponente di minoranza ha deciso di scrivere una lettera aperta all'arcivescovo Andrea Bellandi: "La concessione cimiteriale, rilasciata negli anni passati alle congreghe, dovrebbe essere corredata dallo statuto della congrega, confraternita e/o associazione nel quale siano indicate le modalità di accesso alla sepoltura da parte degli associati, l'elenco dei beneficiari se previsti, i costi. Atti e documentazioni che dovrebbero essere in possesso degli uffici competenti del comune, che hanno l’obbligo del controllo, della vigilanza igienico-sanitaria, e della verifica che non insorgano attività di lucro o speculazione - il monito di Lambiase -. L'attività privata delle congreghe su aree pubbliche si svolge senza che sia versato alcun canone, anche usufruendo di servizi ed utenze (pulizia viali, raccolta rifiuti, consumo di acqua e corrente elettrica, custodia/guardiania dell’area cimiteriale), che fornisce il nostro Ente Locale. Finalmente il 3 ottobre 2019 è stato approvato dalla giunta comunale un provvedimento che dovrebbe sanare questa anomalia amministrativa".
E qui il consigliere specifica che, dai calcoli di palazzo di città, la partecipazione economica delle congreghe ai costi generali sostenuti dal comune di Salerno è di poco inferiore ai 65mila euro. "Gli uffici comunali e gli assessorati competenti, sicuramente per impegni più urgenti da assolvere, non hanno avuto fino ad oggi il tempo di comunicare documentazione ed atti relativi a sua eccellenza l’arcivescovo di Salerno ed a don Francesco Sessa, responsabile ufficio confraternite/congreghe - si legge nella nota diffusa dal consigliere municipale -. Potrebbe rivelarsi fonte di responsabilità di natura penale e contabile l’inadempienza del comune che non provvede a regolarizzare le attività private che le congreghe religiose svolgono all’interno del cimitero di Salerno. Per tale ragione, nella mia qualità di consigliere comunale, ho sentito il dovere istituzionale di farmi carico del problema e trasmettere nella mattinata gli atti amministrativi prodotti alla curia arcidiocesi di Salerno, affinché si pervenga in tempi rapidi alla riscossione dei canoni dovuti", ha fatto sapere Lambiase.