Salerno

"Io resto a casa". E' la frase che si sente di più in questi giorni. Un motivo ricorrente per cercare di sensibilizzare quanto più possibile i cittadini italiani e salernitani. I primi cittadini si sono resi, in questo momento di emergenza, paladini della sicurezza in termini di coronavirus. I sindaci di tutti i comuni salernitani si sono uniti in un unico coro: "io resto a casa". Un modo per cercare di contrastare quel crescere numero, già spaventoso, di contagi da coronavirus. 

Il sindaco Vincenzo Servalli di Cava de'Tirreni, è stato uno dei primi a sospendere la maggior parte delle attività.  "Cari concittadini, ci sono troppe persone in strada. Troppe persone che vanno a spasso, vecchietti che giocano a carte nelle ville, ragazzi che giocano. Da stasera la polizia municipale (e chiederò la collaborazione delle Forze dell’Ordine) faranno controlli per capire se si è in giro per le ragioni previste dalle disposizioni del Governo e cioè ragioni di salute, di lavoro, acquisto beni essenziali.
Forza che supereremo queste difficili giornate". 

Da ieri, infatti, anche a Salerno, un'auto della polizia municipale ha fatto continuiamente il giro della città per comunicare ai cittadini le giuste prevenzioni da seguire per evitare il contagio. 

Momenti di responsabilità sono stati chiesti anche dal sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante. "Come annunciato dal Premier Conte, tutta Italia sarà zona protetta. Il nostro futuro dipende da noi.  È un provvedimento di portata storica, l’allerta è massima e ne va della salvaguardia della salute di tutti. Insieme dobbiamo farcela. #iorestoacasa". 

Parole di confrorto e di prevenzione anche dal sindaco Giancarlo Guercio, di Buonabitacolo. "Signori, con serenità, con senso di responsabilità, predisponiamoci a un periodo di sacrifici e di restrizioni. È un momento delicato, difficile, ma tutti insieme dobbiamo fare quadrato intorno al male invisibile che ci attanaglia. Tutti insieme, un'unica famiglia, a vincere questa battaglia".