Avellino

Hanno fatto tutti scena muta davanti al gip i trenta indagati nell’inchiesta portata a termine dai carabinieri di Avellino.

Un’operazione antidroga che ha sgominato una organizzazione che gestiva lo spaccio su diverse piazze della provincia di Avellino e Salerno.   

In tutto in carcere sono finite 9 persone. Altri 9 sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, otto di loro sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla Pg e 4 sono sottoposte all’obbligo di dimora nei comuni di residenza. 

Intanto, proprio nella giornata di ieri la persona che non era stata rintracciata, è tornata dall’estero per consegnarsi spontaneamente ai carabinieri.

Le indagini si sono basate soprattutto sulle intercettazioni telefoniche e utilizzo di dispositivi G.P.S.. Decine le quantità di droga sequestrate.  E' stato anche appurato che lo scambio di sostanze stupefacenti avveniva tranquillamente alla luce del giorno, mediante operazioni rapide, con le quali si cercava di simulare incontri casuali tra amici. I pusher trasportavano la droga con diverse modalità, ad esempio occultandola all’interno del vano bagagliaio o dei sedili dell’autovettura.

All’interno della sua autovettura, uno degli arrestati parlava liberamente raccontando in maniera certosina agli altri passeggeri alcuni episodi di spaccio con dovizia di particolari e dall’ascolto di alcuni dialoghi è stato possibile evidenziare, in maniera granitica, le responsabilità dello stesso che in più circostanze conduceva la sua attività di spaccio anche a “domicilio”. Il linguaggio limpido, intercettato nell’abitacolo della vettura, ha consentito inoltre di smascherare il contenuto criptico dei colloqui telefonici, strategia categoricamente ed astutamente utilizzata al solo fine di tenere nascosto il reale oggetto della conversazione, ovvero la droga, convenzionalmente indicata con termini quali “pelle”, “cd” e “pizza”.

Paola Iandolo