E’ un momento in cui il calcio è l’ultimo dei problemi, anzi forse non è neanche paragonabile a un problema. Però è chiaro che quella palla che rotola permette di vivere meglio, di svagare con la testa, di trascorrere anche le ore di quarantena forzata con fare sognante e con le farfalle nello stomaco, come quando le provano due innamorati che non possono vedersi, ammirando sul web le giocate di Sau o le parate di Montipò.
Socrate diceva che l’uomo è un “animale politico”, che ha bisogno di stare a contatto con gli altri e di creare delle comunità. Quella giallorossa è un po’ preoccupata: la sola idea di veder cancellata una stagione così esaltante sarebbe la beffa più atroce, insopportabile e totalmente ingiusta. Ma il virus ha deciso di mettersi tra il Benevento e la serie A: è l’ultimo avversario da battere, quello più difficile. Sia chiaro, è un concetto da ripetere: la priorità è il benessere di tutti, il calcio adesso deve passare in secondo piano, ma gli interessi e i sacrifici devono essere comunque tutelati.
Proprio per questo è di fondamentale importanza seguire le regole dettate dal governo, in modo da uscire al più presto da una situazione che appare molto complicata. I grandi del calcio, tra incertezze e ipotesi, stanno cercando di scrivere il futuro dei vari campionati. Il Benevento osserva tutto con la massima attenzione, pronto a far tutelare i propri diritti. In fondo il presidente Vigorito è stato chiaro, sottolineando che sarebbe disposto a rifiutare la promozione per il benessere della collettività, scartando però questa ipotesi nel momento in cui diventerebbe palese la salvaguardia di possibili interessi da parte di chi vorrebbe salvare la categoria, costringedolo a lasciare in maniera definitiva questo sport. Considerazione ineccepibile.
Come sempre il popolo giallorosso si affida al Benevento Calcio e al suo presidente, in un momento in cui ha l'unico compito di attendere con estrema pazienza, cercando di uscire il meno possibile da casa. Un sacrificio che porterà sicuramente ai risultati sperati, avvicinando il giorno in cui la Strega e la sua gente potranno tornare ad abbracciarsi. E sarà bellissimo.