Salerno

Emergenza coronavirus, l’arcivescovo della Diocesi di Salerno-Campania Acerno, monsignor Andrea Bellandi, ha disposto la chiusura di tutte le chiese. La decisione di Bellandi è stata comunicata nella tarda serata di ieri e avrà effetto immediato, fino al prossimo 25 marzo.

"Dopo ponderata riflessione ritengo di dover prendere la sofferta decisione di chiudere l’accesso alle chiese della nostra Diocesi. Ciò per evitare qualsiasi ulteriore possibilità di contagio, in quanto sarebbe impossibile la sanificazione continua e permanente degli ambienti. Anche per dare un segnale forte , pur se doloroso, a tutte le persone, affinché rispettino strettamente le limitazioni imposte dall’autorità statale, per il bene comune. Questo non vuol dire assolutamente che la Chiesa chiude, al contrario. I sacerdoti, uniti a tutta la comunità, sapranno trovare, e già si stanno impegnando lodevolmente in questo, le modalità più diverse per accompagnare tutti i fedeli a vivere nella fede, nella preghiera e spiritualmente uniti questo momento di prova che misteriosamente siamo chiamati ad attraversare, anche per la nostra conversione. Chiedo, perciò, a tutti i Parroci e responsabili di comunità di osservare, in filiale obbedienza, quanto da me disposto, ovvero di non aprire almeno fino al 25 marzo, le porte delle chiese e, al contempo, di unirsi e far unire tutti in una preghiera comune, magari richiamata dal suono delle campane, ogni giorno alle ore 19, chiedendo esplicitamente al Signore, alla Madonna e a San Giuseppe il loro aiuto celeste per il nostro paese e per il mondo intero. Parteciperemo poi tutti insieme il 19 marzo, alle ore 21, alla preghiera corale indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana nella ricorrenza di San Giuseppe, che sarà condivisa in diretta su Tv2000. Consapevole del grande sacrificio richiesto a tutti, imposto tuttavia dall’eccezionalità del grave momento che stiamo vivendo, sono vicino a tutti con l’affetto e la preghiera, inviando a ciascuno di voi, insieme alle vostre famiglie e comunità ecclesiali, anche la mia paterna benedizione”. Scrive ai fedeli Bellandi.