Quanto pesano i play off? La domanda si rincorre nei saloni del calcio. Modi diversi di intendere le cose, di valutare la post season e di regolarla trovando il giusto compromesso. La serie B ha vissuto ieri il suo epilogo con la promozione del Bologna in A; la Lega Pro incoronerà la sua quarta regina domenica, al termine di Bassano-Como che vede attualmente i lariani favoriti dopo il 2-0 dell'andata. Sono questi i play off più importanti del nostro calcio, gli unici due del professionismo dopo l'abolizione della Seconda Divisione. Due play off vicini eppure così lontani nel modo di essere e da una struttura simile solo all'apparenza. La maniera di interpretarli è infatti agli antipodi e rende ancor più evidente la necessità di un cambiamento.
Premio abbondante - In serie B il regolamento della post season premia abbondantemente chi ha ottenuto il miglior piazzamento durante la stagione regolare che vede salire in A direttamente la prima e la seconda classificata. In cadetteria si parte dai quarti, dove nei due confronti in gara unica si affrontano la quinta, la sesta, la settima e l'ottava classificata. Le due vincitrici trovano in semifinale la terza e la quarta della regular season la cui avventura play off parte dunque da uno stadio avanzato senza dover passare per l'ostacolo dei quarti di finale. Nei quarti, in caso di parità al termine dei novanta minuti, si va ai supplementari al termine dei quali non ci sono però i rigori visto che a passare è la squadra che ha fatto più punti nella stagione regolare. In semifinale e finale i supplementari scompaiono, ma compare il doppio confronto. Teoricamente al club con il miglior piazzamento in stagione regolare bastano quattro pareggi per raggiungere la A senza alcuno spettro di un epilogo dagli undici metri. Così come in Lega Pro i gol segnati in trasferta non valgono doppio, dunque un 1-0 e un 1-2 hanno esattamente lo stesso valore.
In mano alla buona sorte - Ne abbiamo discusso così tanto che risulta perfino superfluo analizzare il tutto in maniera approfondita. Anche in Lega Pro, ovviamente, ci sono i quarti di finale a cui però - prima sostanziale differenza con la serie B - hanno preso parte tutte le squadre qualificate indistintamente dal proprio piazzamento. La seconda differenza è addirittura più marcata. Nelle gare di quarti di finale, in caso di parità al termine dei 90' e poi dei 120' di gioco, ecco materializzarsi i calci di rigore. La squadra piazzatasi meglio, dunque, ha il solo vantaggio del fattore campo. E così è anche in semifinale e finale, dove nonostante il doppio confronto i rigori restano una possibilità concreta (chiedere a Reggiana e Matera per credere). Il Como, vincitore di due lunghezze al Sinigaglia sul Bassano, potrebbe dunque accontentarsi di perdere con un gol di scarto nel match di ritorno per brindare alla promozione in B, ma in caso di risultato con uguale margine di reti in favore dei giallorossi, al Bassano toccherà disputare supplementari e rigori senza poter festeggiare prima ed emulare dunque il Bologna.
Differenze - Si dirà che essendo note a tutti già in partenza, le regole influiscono poco sull'approccio ai play off, ma una riflessione non può che partire dal valore attribuito alle innumerevoli sfide della stagione regolare. In serie B sono 42, in Lega Pro quest'anno erano 38. Tante, tantissime per poter permettersi il lusso di conferire eccessivo potere alla variabile "calci di rigore". Non è un caso che ben tre confronti su sei tra quarti di finale e semifinali in Lega Pro siano stati decisi dalla lotteria tanto odiata da addetti ai lavori e tifosi. Il Bassano ha superato l'ostacolo ben due volte, il Como una, ma entrambe sono passate per i supplementari contro Juve Stabia, Reggiana e Matera prima di abbandonarsi all'appuntamento con la sorte. Opposto il caso del Bologna, che non solo è partito dalla semifinale, ma si ritrova in serie A dopo aver ottenuto una sola vittoria, due pareggi e una sconfitta. In soldoni, cinque punti in quattro partite, media che in stagione sarebbe risultata più che deludente. Ma i felsinei sono in serie A soprattutto grazie al regolamento che dà grande peso alla stagione regolare. Giusto o sbagliato che sia, a Pescara sono sicuri che potendo giocare i supplementari con l'uomo in più e con un Bologna ormai alle corde la storia gli avrebbe sorriso. Nessuno può saperlo, ma considerando il forcing finale e la traversa di Melchiorri al 92' il dubbio resterà per chissà quanto tempo.
Francesco Carluccio