Benevento

(frasan) Il sacrificio di Euro 2020 deve servire per consentire di terminare tutti i campionati nazionali. E' questo l'obiettivo della Uefa, che in un dibattito serrato con le 55 Federazioni avrebbe però fissato anch'essa una “dead line”, quella solita del 30 giugno. Il problema più grande è sempre quello dei contratti che scadono, dei prestiti, delle assicurazioni che vanno rinnovate per la nuova stagione e compagnia cantando. Un problema di non poco conto, che difficilmente verrà lasciato nelle mani di ogni singolo club. Ma in “conference call” Italia e Spagna, le due federazioni che hanno i finali di campionato più incasinati, hanno insistito per non tener conto della “dead line” e di pensare anche ad un eventuale spostamento più avanti. Pare che il presidente dell'Uefa Ceferin sia disposto a dare questa possibilità solo per le finali di Champion's e Europa League. I campionati devono chiudere entro il 30 giugno, non un giorno di più. 

La questione è sul tavolo: ci sarà ancora battaglia, perchè, come s'è detto, Italia e Spagna, sono pronte a sforare anche quella data pur di completare in maniera lecita tutti i loro campionati. Una bella rogna, tra l'altro senza neanche sapere se questo maledetto virus possa realmente consentire che si possa riprendere l'attività entro maggio/giugno. Se ne parlerà ancora, le leghe, ma anche la Figc, dicono che in Uefa dovranno farsene una ragione, perchè questi campionati finiranno tardissimo e una deroga è inevitabile. Dovunque si rischia il default, è in palio il futuro del calcio, non solo di quello italiano.

Nella foto il presidente dell'Uefa, Ceferin, e quello della Figc, Gravina