Avellino

E’ diventato in poche ore la mascotte dell’ospedale San Giuseppe Moscati, Mario, il piccolo irpino venuto al mondo da mamma affetta da Covid-19. Il suo tampone ha dato esito negativo e Mario sta benissimo, coccolato nel reparto di Patologia Neonatale. Una buona notizia nei giorni dell’emergenza, col contagio che avanza e i morti che aumentano. E domani il piccolo sarà dimesso, affidato alle cure e all’amore del suo papà e dei nonni, che lo coccoleranno in attesa che la mamma torni a casa.

Il piccolo dovrà fare altri tamponi

“Il piccolo dovrà rifare il tampone tra 7-14 e 28 giorni - spiega Sabino Moschella, responsabile del Unità Operativa di Patologia Neonatale e Tin -. Una procedura da protocollo per seguire il neonato bene e accuratamente, nelle sue prime settimane di vita”. Quella di oggi è stata una domenica speciale in reparto. La notizia della negatività del tampone del piccolo, arrivata ieri sera, ha commosso tutti. “Sto personalmente facendo più video al piccino, per inviarli alla sua mamma che si commuove ogni volta che vede le immagini del suo piccolo - spiega Moschella -. Anche noi medici e infermieri stiamo vivendo questa nascita con grande commozione. Si è creato una sorte di ponte virtuale tra il nostro reparto e quello dove è ricoverata la signora, per fornire quante più immagini alla mamma e creare, comunque, un legame speciale. L’aspetto psicologico è davvero importante e noi lo curiamo molto”.

Il Moscati, i reparti Covid-19

Mario, pesa 3 chili e 350 grammi ed è venuto al mondo nei giorni difficili in cui il Moscati cambia funzioni e trasforma i reparti per far fronte al picco severo annunciato per il 4 aprile con una previsione drammatica: 4mila casi previsti per la Campania.  Ad essere stati trasformati in reparti Covid-19 sono stati i reparti di Otorinolaringoiatria, Chirurgia d’Urgenza, Medicina Interna, Pneumologia, Malattie Infettive, Unità Fegato e Rianimazione.

La sua nascita rappresenta la speranza

“La sua nascita ha rappresentato per tutto l’Ospedale una speranza. Mario è con noi al nido, è un bambino vispissimo e bellissimo. Mangia tanto e sta benissimo, presto potrà vedere la sua mamma, che intanto è ricoverata e sta superando questa fase delicata. Ma stiamo facendo tante videochiamate per tenerla in contatto il più possibile con il suo Mario. Eravamo preparati e pronti per gestire nascite da mamme Covid-19. L’arrivo di Mario, il fatto che stia bene ci ha dato la carica, la gioia di affrontare, come sanitari, questa fase di grande emergenza scorgendo una luce in fondo al tunnel, che è quella della vita che è più forte di tutto”.

La mamma resta in isolamento

Una stanza isolata in cui è avvenuto il parto, rappresenta una delle tante funzioni essenziali di assistenza, nei giorni dell’emergenza Coronavirus. “Un percorso protetto fino alla sala operatoria allestita per i Covid-19. Dopo immediata consulenza infettivologica e dopo aver praticato il tampone, l’équipe dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta da Elisiario Struzziero, indossando i dispositivi di protezione e seguendo tutti i protocolli di sicurezza previsti, ha fatto nascere il piccolo. Un parto difficile, podalico, eseguito con taglio cesareo. Dopo il parto, la donna è stata sistemata in isolamento in un’area protetta e separata dal resto dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, con una infermiera dedicata.