Avellino

Emergenza Coronavirus in Irpinia, fronte comune degli Ordini Professionali al fianco dell’Ospedale “Moscati” di Avellino. Tante le professioni che hanno raccolto l'invito del notaio Romana Capaldo, a nome del Consiglio Notarile di Avellino, affinché non si agisse separatamente ma concentrandosi su obiettivi comuni.

Presidente Capaldo, come nasce questa idea di raccogliere fondi per il Moscati?

Di fronte ad una emergenza globale che ha immediatamente mostrato quanto rilevante fosse la “tenuta” del sistema sanitario ed in particolare di ogni singolo ospedale per la comunità di riferimento, l’idea di sostenere l’ospedale del capoluogo si è immediatamente formata in seno al nostro Collegio che ha incaricato il Consiglio e me Presidente di rendere tangibile la disponibilità e la solidarietà del notariato irpino. Una campagna di raccolta fondi insieme ad una attenta gestione dei nostri studi e della clientela ci è sembrato il modo più giusto di dare il nostro contributo.

Spesso si dice che la società civile ed i professionisti siano freddi, stavolta invece che risposta c'è stata?

 Il tessuto della nostra società civile -intendendo come tale tutti noi- resta caratterizzato dalla generosità. Occorre solo superare l’iniziale diffidenza di ciascuno offrendo garanzia di serietà e di trasparenza nel raggiungimento degli obiettivi, quello, cioè, che per sua natura fa il Notaio. Quanto ai professionisti occorre essere attenti a non confondere la professionalità ed il rigore nell’esercizio della propria attività con la freddezza ed il distacco. Piuttosto l’attenzione al cliente, l’abitudine a considerare le sue necessità al centro del proprio agire, calano il professionista nella realtà e lo rendono particolarmente vicino alla comunità nella quale e per la quale opera. Personalmente ho fortemente voluto, raccogliendo anche le istanze dei miei colleghi, la partecipazione unitaria degli ordini professionali a questa straordinaria impresa e voglio qui cogliere l’occasione per ringraziare tutti gli amici presidenti che con grande entusiasmo e senso di responsabilità hanno accolto il mio invito.

Come saranno utilizzati questi fondi?

 L’idea è quella di donare all’ospedale presidi medici e attrezzature necessarie, acquistate direttamente sulla base delle indicazioni ricevute e su decisione unanime di tutti i presidenti degli ordini coinvolti. Ciò per evitare di gravare sulla struttura ospedaliera da un punto di vista burocratico e organizzativo, ma anche per rendere più tangibile e concreto l’impegno di tutti agli occhi di chi ha donato. Ovviamente, qualora la dirigenza dell’ospedale dovesse richiederci il versamento in danaro non esiteremo ad assecondarli.

Che cifra vi proponete di raggiungere?

Non abbiamo fissato un obiettivo economico preciso, tuttavia, man mano che il fondo diverrà sufficientemente capiente, provvederemo all’acquisto del materiale. Confido tantissimo nella generosità degli irpini che ci stanno sostenendo in vario modo, ognuno secondo le proprie possibilità, anche tanti con la loro professionalità: abbiamo chiesto ed ottenuto la partecipazione entusiasta di irpini più noti al grande pubblico che si stanno prestando a fare da testimonial di questa cordata solidale.

Questa pandemia cambierà nelle persone la percezione della vita e di vedere le cose?

 La capacità di trarre insegnamenti e maturare cambiamenti a seguito di esperienze dure quale può essere la pandemia in corso dipende dalla capacità che avremo di non dimenticare. Il ritorno alla vita normale sarà progressivo. Molto dipenderà da cura e vaccino, ma mi auguro che quello che è accaduto abbia prodotto in ognuno di noi un vero terremoto, spingendoci a selezionare ciò che nella vita è veramente importante e ingenerando la forte consapevolezza che uniti si raggiunge ciò che sembra impossibile. Sotto il profilo pubblico, la crisi ha indicato con chiarezza le criticità e le falle della nostra organizzazione ed a questo punto chi ha la responsabilità del fare, partendo da una lucida analisi del passato e al di là delle sterili polemiche, deve provvedere.

Avellino che risposta sta dando in termini di comportamenti responsabili e coscienziosi?

Mi pare che Avellino e l’Irpinia tutta stia dimostrando grande disciplina e senso di responsabilità. Siamo fieri del nostro personale medico e sanitario al quale va il nostro più alto riconoscimento anche in considerazione della scarsità di mezzi a disposizione. Mi sembra che ognuno di noi stia collaborando secondo il proprio ruolo, dallo stare diligentemente in casa allo svolgere le attività lasciate in esercizio con estremo scrupolo. I Notai, delegati dello Stato, restano in servizio per attività assolutamente indifferibili come chiede la attuale normazione emergenziale ed alla stessa adeguandosi con responsabile cautela e rigore. La solidarietà, l’attenzione all’altro, la tutela del supremo bene salute e del più debole devono restare il lume che guida oggi ogni nostra azione.