Avellino

Con il passare delle ore si delinea con chiarezza sempre maggiore quale sia stata la cronologia degli eventi che ha portato a separarsi le strade di Massimo Rastelli e dell'Avellino. Mentre si lavora per raggiungere un'intesa con il Cagliari, che dovrà riconoscere un indennizzo alla società biancoverde per rendere effettiva la risoluzione del contratto che lega sino al 2017 l'ormai ex tecnico ai lupi, ricostruiamo le fasi che hanno portato alla fine dell'avventura del tecnico partenopeo all'ombra del Partenio.

Lunedì - Lunedì mattina Rastelli incontra la dirigenza biancoverde. Viene raggiunta un'intesa preliminare per la permanenza del tecnico in Irpinia sino al 2017. Dunque, prolungamento di un ulteriore anno del contratto stipulato nell'estate del 2013, subito dopo la promozione dalla Lega Pro alla Serie B. Rastelli, che aveva rischiato l'esonero dopo la sconfitta a Crotone, uno dei picchi massimi di tensione di un rapporto pluriennale scivolato via tra tanti successi e più di una incomprensione, accetta. Non avrebbe mai fatto mistero, però, che in caso di offerta da una squadra di Serie A o di una nobile decaduta in Serie B sarebbe stata sua intenzione provare una nuova esperienza professionale. Il Bologna e il Catania lo seguono, ma non si fanno avanti. Lo fa invece, nella tarda serata di lunedì, il Cagliari. Il presidente Giulini manifesta la volontà di conoscere il tecnico dei lupi, che parte alla volta di Milano per l'incontro che cambia il corso di una storia che sembrava già scritto.

Martedì - E dunque, martedì mattina si consuma l'incontro tra Rastelli e Giulini. Il proprietario del Cagliari è a conoscenza dell'intesa raggiunta da Rastelli e l'Avellino, così come del vincolo contrattuale in essere, ma non demorde e mette sul piatto la sua offerta. È immediata la condivisione dei programmi e del progetto per riportare subito il rossoblu in Serie A: accordo sulla parola per un biennale con rinnovo automatico per il terzo anno in caso di promozione in massima Serie. Nel pomeriggio Rastelli chiama il presidente Walter Taccone per comunicargli la volontà di trasferirsi in Sardegna. Il numero uno del club non digerisce la scelta dell'allenatore e si va al muro contro muro.

Mercoledì - Il patron dei lupi non riceve il tecnico, per discutere della rescissione, e "minaccia" di tenerlo fermo un anno. Intanto si muove tempestivamente per la sostituzione di Rastelli, con il direttore sportivo Enzo De Vito, che in mattinata sottoscrive un rinnovo triennale, individuando in Attilio Tesser il candidato ideale per raccogliere la pesante eredità. Il resto è stretta attualità. Domani è un altro giorno. Ma è proprio vero che quello che non succede in una vita succede in un'ora. E ad Avellino, in questi attimi concitati, ogni ora sembra durare un giorno.

Marco Festa