di Paola Iandolo
Una condotta esplosa, per cause ancora sconosciute, sulla collina dei Cappuccini, ad Avellino, ha lasciato i rubinetti di mezza città a secco. L'ennesimo disservizio dell'Alto Calore, avvenuto all'alba, aggiunge una criticità all'emergenza Coronavirus, che tra i principali punti di prevenzione pone proprio la gestione dell'iginiene personale al primo punto.
Tonnellate di acqua, nel frattempo che i tecnici dell'Alto Calore trovino il bandolo della matassa, si sta riversando in strada. Uno spreco enorme. Sul luogo dell'incidente, per capire di persona cosa stia accadendo, anche il sindaco Gianluca Festa: “Ci auguriamo che al più presto si effetti la riparazione. Contiamo che nel giro poche ore si ritorni alla normalità. Tenteremo di risolvere in giornata, grazie all'aiuto dei vigili del fuoco che ci hanno dato una mano”.
Intanto la città è rimasta a secco, senza che l'Alto Calore si sia premurato di offrire un minimo di comunicazione all'utenza, lasciata inviperita e senza indicazioni. In tanti questa mattina hanno affollato il centralino dell’Alto Calore di corso Europa per sapere i motivi e i tempi del guasto.
Purtroppo a causa di un intasamento di linee è stato quasi impossibile poter parlare con gli operatori.
Neppure attraverso il sito internet dell’azienda è stato possibile reperire informazioni.