Su un piatto della bilancia la drammatica prospettiva del licenziamento per 11 persone. Sull'altro la rinuncia a spettanze e diritti faticosamente conquistati.
E' un terribile dilemma quello che si prospetta dinanzi agli operatori del servizio 118 di Benevento. Tra qualche giorno gli oltre cento lavoratori che assicurano le prestazioni d'emergenza per conto della Asl dovranno pronunciarsi sulla proposta avanzata dal gestore del servizio, la Confederazione nazionale delle Misericordie.
Il tavolo di confronto svoltosi lunedì nella sede cittadina del Centro per l'impiego si è concluso con il “prendere o lasciare” dei rappresentanti di Misericordia: l'unica via per scongiurare gli undici esuberi annunciati è l'accettazione da parte dei lavoratori di condizioni meno vantaggiose rispetto a quelle previste dal Contratto nazionale recentemente siglato.
Nel dettaglio, il personale dovrebbe sottoscrivere la espressa rinuncia alla metà degli arretrati maturati nel 2014 e la mancata applicazione del tetto a 38 ore che determinerebbe vantaggi retributivi. In più agli operatori è richiesta la introduzione di una “Banca delle ore” per il computo inflessibile delle prestazioni effettuate.
Condizioni che i rappresentanti sindacali confederali (Cgil, Cisl e Uil) presenti all'incontro non hanno ritenuto di poter ratificare, demandando ogni scelta ultimativa agli stessi lavoratori che si riuniranno in assemblea nei prossimi giorni in vista del nuovo summit al Centro per l'impiego in programma il 29 maggio. “Ancora una volta – commenta per la Cgil Pompeo Taddeo – Misericordia punta a massimizzare i ricavi e far ricadere le perdite sui lavoratori. Non si capisce che senso abbia avuto firmare il nuovo contratto in ambito nazionale se poi si vuole disapplicarlo in gran parte in sede locale, ponendo gli operatori dinanzi a un aut aut che in realtà non dovrebbe sussistere. L'ultima parola spetta al personale – conclude il sindacalista – ma noi non possiamo che evidenziare ancora una volta il comportamento ingiustificabile del gestore che sapeva perfettamente a cosa andava incontro quando ha vinto il ricchissimo appalto della Asl”.
Paolo Bocchino