Benevento

“Sin dall’inizio di questa emergenza sanitaria, la FP CGIL di Benevento ha chiarito senza mezzi termini la propria posizione di vigilanza a tutela dei lavoratori, in quanto non è concepibile che, oltre alle più o meno fisiologiche e ataviche storture legate talora ai pagamenti, ai contratti, alle turnazioni, alle ferie ecc. ecc., in questa fase si debba rincarare la dose, caricando anche il rischio sanitario sulla forza lavoro impiegata nel comparto, poiché questa sarebbe un’ ingiustizia imperdonabile e un vero e proprio bagno di sangue tale da provocare rimorso!”.

Così in una nota la Segretaria generale della Cgil di Benevento, Giannaserana Franzè e il coordinatore della Sanità Privata Cgil, Pompeo Taddeo accendono nuovamente i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in particolare dei lavoratori della Sanità. La Cgil sannita rimarca: “Saremo quotidianamente al fianco dei lavoratori, inflessibili e attenti alle misure di sicurezza ad essi forniti. Non a caso abbiamo sollecitato in più occasioni il nucleo ispettivo della ASL alla verifica delle condizioni di lavoro presso Cliniche private o strutture accreditate e, non da ultimo, sul servizio di trasporto in emergenza 118, di cui spesso in passato abbiamo denunciato le manchevolezze legate all’astuzia di chi lucra sulla pelle dei lavoratori. E ne diamo prova anche oggi, denunciando lo stato di abbandono in cui sono lasciati gli operatori del servizio 118 (autisti/soccorritori e infermieri), specie in questo periodo in cui, invece, andrebbero maggiormente potenziati e messi in condizione di compiere il loro dovere”.

Secondo la Cgil, gli operatori dell'emergenza sanitaria sono sottoposti a “turni massacranti fino a 12 ore, senza nessun buono pasto o, almeno, una busta con panino e acqua! Dispositivi di protezione insufficienti, forniti da Misericordia, polvere negli occhi, a fronte delle commesse milionarie che gestisce in lungo e in largo sul territorio Nazionale. I nostri operatori del 118 di Benevento – denunciano Franzè e Taddeo - sono costretti a reperire autonomamente dei calzari, acquistando buste di plastica presso i supermercati, ma soprattutto le tute monouso, a proprie spese, dal costo di 22 euro l’una! Hanno provveduto essi stessi, i lavoratori, ad una commessa massiva, in grado di mettersi in condizioni di salvarsi la pelle da soli! Se tale commessa è stata possibile ad opera dei singoli, e a spese loro, qualcuno ci spieghi allora perché Misericordia non ha intrapreso tale azione, tesa alla messa in sicurezza dei propri dipendenti, alla stregua di quanto stabilito dall’ accordo Governo/Parti Sociali un paio di settimane fa”.

Una denuncia, quella della Cgil partita anche dopo il servizio della trasmissione Report di Rai Tre.

“Considerato lo storico andamento di Misericordia nei confronti dei propri dipendenti, ad oggi possiamo dire di aver colmato ogni misura nei confronti di questi ultimi, sottoposti a turni continuativi, costretti a comprare a proprie spese i dispositivi di protezione e persino il panino! Non smetteremo, quindi, di denunciare questa vergognosa opera di illecito risparmio esercitato, ancora una volta, a danno dei lavoratori, fino a che non avremo certezza del ripristino di tangibili condizioni di lavoro conformi alla legalità, pertanto denunceremo ogni responsabilità agli organi competenti".