L'ingegnere Russo, consulente delle parti civili, e tre testimoni indicati dalla difesa sono stati ascoltati oggi nel processo a carico delle quattro persone spedite a giudizio nell'indagine, diretta dal sostituto procuratore Giacomo Iannella, condotta dalla Forestale su una vicenda legata alla realizzazione della 'Fortorina'. Si tratta di Giuseppe Costanzo, di Pesco Sannita, proprietario di un fondo, Alfredo Carpinelli, progettista e direttore dei lavori, Michele Valente, appaltatore degli stessi, entrambi di San Marco dei Cavoti, e Nicola De Palma, responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Pesco Sannita.
Le accuse a vario titolo: frana colposa, falso e violazione della disciplina della denuncia di inizio attività in materia edilizia. Tutto ruota attorno alla relazione riguardante la Dia per lavori di miglioramento fondiario, a Pesco Sannita, nel terreno di Costanzo, nella quale sarebbe stato dichiarato – falsamente, secondo la Procura – che gli stessi ricadevano in una zona agricola e non – come sostengono gli inquirenti – in un'area per la quale, così come previsto dal piano stralcio dell'Auto rità di bacino, era necessario uno studio di compatibilità idrogeologica. Il passo successivo è lo sversamento nel fondo di Costanzo di materiale di riporto di varia natura proveniente dagli adiacenti interventi di scavo per la realizzazione della Fortorina. Tutto ciò avrebbe determinato “una frana estesa per circa 24mila metri quadri che avrebbe invaso anche le proprietà a valle (terreno seminativo e uliveti), rendendole non più coltivabili”.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marcello D'Auria e Angelo Leone, mentre i cinque proprietari dei terreni danneggiati sono assistiti dagli avvocati Alberto Mignone, Massimo Di Tocco e Mau ro Carrozzini. Si torna in aula il 28 gennaio del prossimo anno.
Enzo Spiezia