Benevento

Giorno 31 anno Domini 2020. Capita anche questo. Capita anche che coloro che hanno riservato un bel po' di critiche al sindaco di Benevento, Clemente Mastella, adesso si chiedano perchè sia diventato all'improvviso meno loquace del solito.

Parla troppo e a sproposito, dio quanto parla, hanno affermato, in queste settimane, coloro ai quali lui non va proprio giù. Fa il fenomeno quando non sarebbe necessario, troppo protagonismo, troppa visibilità mediatica, hanno esclamato in coro.

Sono gli stessi che adesso si domandano come mai il primo cittadino abbia diminuito la frequenza dei suoi interventi, spesso anche fortemente polemici, che hanno costellato l'isolamento al quale siamo costretti. Mastella, nei giorni successivi alla decisione di chiudere tutto, si era segnalato per un notevole attivismo, per la partecipazione anche ad iniziative estemporanee.

Ve la ricordate la sua partecipazione alla “tammurriata dai balconi” di via Piermarini ( “E' bello – aveva detto - vivacizzare e rendere armonioso il disagio che viviamo. La musica resta l'unica forma di contagio che fa bene”)-, il suo giro per la città, in auto, sventolando la bandiera italiana e quella del Benevento?

Gesti con i quali aveva provato ad alleviare la condizione di difficoltà dei cittadini, ai quali aveva fatto poi seguire il tambureggiante invito, rilanciato anche da un altoparlante in tutti i quartieri del capoluogo, a stare in casa e a non uscire, e le disposizioni impartite per il controllo dei trasgressori della norme contro la diffusione del contagio. Sembrava che la situazione fosse controllo, e che fosse concreta la speranza di poterla sfangare a buon prezzo, con un basso numero di positivi, ricoverati in ospedale e decessi.

Per quanto il dato complessivo sia ancora contenuto, al momento, rispetto ad altre realtà, le cose sono però andate diversamente anche nel nostro territorio. E Mastella? C'è stato un momento nel quale ha iniziato a battibeccare a distanza con Salvini, con il quale ha, evidentemente, un conto aperto dalla fine di gennaio, quando il leghista, mentre lui era ancora dimissionario, gli aveva negato l'appoggio, in caso di elezioni, per una ulteriore candidatura.

Sul piano più strettamente locale, invece, ha dovuto fare i conti con l' 'impazzimento' del clima testimoniato dalla circolazione sui social di video che, per quanto dettati dall'esasperazione e dalla preoccupazione per i bisogni dei meno abbienti, hanno rappresentato una pagina buia nel rapporto tra chi amministra e coloro che sono amministrati.

Toni e contenuti inaccettabili, finiti al centro di una indagine della Procura, già alle prese con l'accertamento delle eventuali responsabilità nella nascita di focolai in alcune strutture sanitarie del circondario: ospedali, case di riposo e centri di riabilitazione.

Mastella ha chiesto chiarimenti, pur nei limiti imposti dalla carica, ha cercato di opporsi alla circolazione di una serie di fake news, ha annunciato la stretta sulle verifiche in strada, ha illustrato alcuni gesti di solidarietà e le decisioni adottate da Palazzo Mosti.

Niente di paragonabile, però, con quanto fatto inizialmente nel contatto con l'opinione pubblica. E allora tutti a interrogarsi sul perchè il sindaco sia diventato meno loquace. Una scelta comunicativa o la necessità di lasciare da parte le parole e pensare solo e soltanto ai fatti?

P.S. Una bravata? Speriamo sia così perchè una conferma renderebbe più contenuta la gravità dell'episodio. La sensazione, però, è che non avessero voglia di scherzare coloro che ieri mattina hanno fatto esplodere in strada, al rione Libertà, anche a poca distanza dal comando della polizia municipale, quattro bombe carta.

Un gesto assurdo che per fortuna non ha avuto conseguenze; un atto inquietante che, non è escluso, potrebbe nascondere altre implicazioni, perchè per lanciare un 'avvertimento' non sempre è necessario piazzare l'ordigno dinanzi ad un bersaglio preciso.