Benevento

Giorno 32 anno Domini 2020. Il pallone, quello, ce lo portavamo sempre dietro: figurarsi il giorno di Pasquetta, l'irrinunciabile appuntamento fuori porta. Rappresentava una sorta di spartiacque tra la monotonia delle nostre vite e la possibilità di trasgredire, finalmente.

Semel in anno licet insanire, dicevano i latini: una volta all'anno è lecito impazzire, ripetevamo noi al pensiero di ciò che avremmo potuto combinare. Allora immaginavamo chissà quali baldorie- adesso faremmo di tutto per evadere dalla condizione nella quale ci troviamo - lontani dagli occhi dei nostri genitori, animati da una fantasia che ci permetteva di superare in un attimo i problemi che inevitabilmente si affacciavano nell'organizzazione.

Una scampagnata non puoi farla da solo, esiste soltanto se sei in compagnia, quella giusta, che ti assicura il divertimento e, perchè no, un pizzico di follia. Mettere d'accordo tante teste non era però un'impresa facile, e la definizione della meta e dell'orario della partenza erano il risultato di una mediazione faticosa.

Telefonate incrociate senza sosta, qualche incazzatura che non guasta mai, l'amico che vuole sempre avere l'ultima parola e stringe alleanze perchè, alla fine, prevalga la sua idea. La migliore, manco a dirlo: la più interessante, la più stravagante, la più originale.

Un bel prato e basta no? Scherziamo? Il confronto durava più giorni, chi propendeva per il mare e, magari, anche per un tuffo, chi per la montagna, il verde dei boschi, per stare tranquilli. E perchè scartare a priori quel lago facilmente raggiungibile? Un guazzabuglio, un pantano, ciascuno fermo sulla propria richiesta.

Poi, mentre una forma d'intesa sembrava essere stata siglata, arrivava l'esperto di meteorologia che frustrava ogni sforzo. “Ma avete pensato al tempo, sappiamo se sarà bello?, chiedeva all'improvviso. Sgretolando in un attimo le quasi certezze accumulate fino a quel momento. Il coro era immediato, ad una domanda se ne opponeva un'altra: “Le previsioni che dicono?”

Anche loro, all'epoca, erano giovani come noi e senza quella esperienza maturata sul campo che ha poi permesso che diventassero sempre più precise. Dicono che sarà incerto, con le nubi. Meglio non rischiare, se piove che facciamo?, rilanciavano i più prudenti. Partiva la caccia ad un luogo riparato, alla casa che qualcuno avrebbe potuto mettere a disposizione. Che fosse in collina, ad alta vetta o in una località balneare, a quel punto importava davvero poco.

Serviva la soluzione alternativa, male che vada potremmo andare da lui, esclamava il più informato senza preoccuparsi di ottenere prima il consenso del diretto interessato. Me li ricordo quegli ok facciamo così che interrompevano incontri e chiacchierate. Non si parlava quasi mai di cibo, tanto eravamo sicuri che ognuno avrebbe fatto la propria parte nel contribuire ad allietare i palati.

Al massimo si faceva la conta delle auto e del numero delle persone che avrebbero potuto ospitare. Ci stringiamo un attimo, che vuoi che sia. Veniva finalmente fissata l'ora x, anch'essa frutto di un compromesso. Siete tutti favorevoli a metterci in viaggio verso le 9?

Siii, la risposta unanime anche da parte di chi sapeva già che, per indole ed abitudini, non sarebbe stato preciso. Come ogni anno avremmo sbuffato e ci saremmo arrabbiati per il suo ritardo. Nel frattempo, per ingannare l'attesa, avremmo tirato fuori il pallone da un portabagagli e avremmo fatto due passaggi, sotto gli sguardi esterrefatti delle ragazze. Ma questi, quando crescono?