Salerno

"Ad oggi diverse segnalazioni da parte di Operatori Sanitari dell’azienda ci portano a ipotizzare che il protocollo operativo per la sorveglianza Covid-19 non viene da tutti i Macrocentri aziendali correttamente applicato, ne sia stata data documentata informativa a tutti gli interessati". A sostenerlo è il segretario generale di Cisl Fp Salerno, Pietro Antonacchio, che in una nota sottolinea la necessità di attivare le procedure documentate in applicazione del Protocollo Operativo per la sorveglianza degli operatori sanitari. 

"In particolare ci consta che alcuni operatori sanitari nel corso delle attività dell’assistenza domiciliare, espletati obbligatoriamente ma senza gli adeguati e raccomandati dispositivi di protezione individuale, i quali sono venuti in contatto con utenti affetti da COVID-19 e pertanto per caso accertati, pur avendone data immediata informativa ai responsabili delle Unità Operative interessate, non sono state attivate le opportune verifiche, ovviamente poiché non segnalati,  dai medici competenti aziendali, né alcun tampone gli è stato effettuato, ciò in difformità alle procedure aziendali richiamate.

A tale proposito - si legge nella nota - si richiede di informarsi presso il servizio SPP competente se ha inviato le procedure in oggetto a tutte le direzioni ovvero oltre a quelle relative ai Presidi Ospedalieri, quindi inclusi i distretti sanitari e i vari dipartimenti, accertarsi che tutte le relative direzioni periferiche abbiano data dovuta informativa ai lavoratori tutti e di inviare una comunicazione alla rappresentanza sindacale unitaria e ai RR.LL.SS una lista degli operatori sanitari che sono o sono stati soggetti a sorveglianza sanitaria aziendale secondo il protocollo operativo in questione, ovviamente senza specificare i loro nominativi, ma a quali macrostrutture e servizi/reparti appartengono e a quanti di questi sono stati effettuati i tamponi con relativa motivazione.

Tanto dovuto al fine di tenere alta l’attenzione  - conclude Antonacchio .  limitare al massimo il contagio dei nostri operatori sanitari e dei pazienti, nonché di rafforzare il ruolo in azienda nella valutazione e gestione del rischio biologico che, tanto più in questo momento, può risultare strategico per gestire al meglio l’attuale emergenza".