Benevento

Revocato dal gup Vincenzo Landolfi, dinanzi al quale il 14 luglio è in programma l'udienza preliminare, l'obbligo di firma, due volte al giorno, al quale erano sottoposti, dallo scorso 16 gennaio, Maria Rosaria Canu, 48 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Tullio Mucci, 48 anni, e Maurizio Marro, 57 anni, di Benevento.

Il giudice, visto anche il tempo trascorso, ha accolto l'istanza del loro difensore, l'avvocato Ettore Marcarelli, che l'aveva fondata sulla necessità di evitare ai suoi assistiti un doppio spostamento quotidiano, che li avrebbe esposti a rischi, per rispettare una misura meno stringente di quella adottata per l'emergenza sanitaria in corso.

Si tratta di tre delle undici persone che, come si ricorderà, sono state tirate in ballo dall'inchiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e della guardia di finanza su una presunta truffa in materia di indennità di disoccupazione.

Centodieci gli indagati complessivi, ma la richiesta di rinvio a giudizio riguarda soltanto coloro per i quali è stata prospettata l'accusa di associazione per delinquere (vengono contestati, a vario titolo, anche truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e all'autoriciclaggio). Cinque sono agli arresti domiciliari, due ancora all'obbligo di firma, mentre per l'ultimo non era stata adottato all'epoca alcun provvedimento.