Giorno 39 anno Domini 2020. Confesso di aver letto la frase due volte. Pensavo di aver capito male, ma era proprio così. Nessun dubbio vista l'autorevolezza della fonte: il professore Giuseppe De Rita, intervistato dal Corriere della sera.
«Sa cosa accade in Olanda? Me lo ha raccontato mio figlio che vive lì. Gli over 70 hanno ricevuto un bel modulo in cui si impegnano, in caso di coronavirus, a non ricoverarsi in ospedale per non sottrarre posti a chi ha più possibilità di guarire. Il bello è che lo hanno firmato tutti», ha affermato l'ex presidente del Censis. Che ha poi spiegato: “Rispetto all'Italia, la mentalità lì è meno comunitaria, c' è una forte dimensione di autonomia, di prestigio dell'individualità. Quasi un esempio di coscienza pubblica: sono vecchio, se mi ammalo cerco di farcela da solo ma non tolgo spazio ai più giovani».
Parole che mi hanno provocato un notevole sconcerto, non credo di essere stato l'unico, tra quanti hanno ripercorso con gli occhi quelle righe, a restare di stucco. Può uno Stato, un governo arrogarsi il diritto di chiedere ad un cittadino di rinunciare anche ad una sola chance solo perchè la sua carta di identità è datata? E' normale votarsi al sacrificio in questo modo?
Cosa accadrebbe se nel nostro Paese qualcuno avanzasse una simile proposta e se la vedesse accettata da chi ha tra le mani le leve del potere? Si scatenerebbe il finimondo, inevitabilmente. Immagino già l'obiezione, tutta centrata sulle scelte che quotidianamente vengono operate nel silenzio sui pazienti che hanno meno possibilità di farcela rispetto ad altri, soprattutto ai più giovani.
Un tema delicatissimo che si è più volte affacciato nel dibattito pubblico scatenato dall'emergenza sanitaria in corso, con i reparti di terapia intensiva collassati sotto il peso, diventato insostenibile, di migliaia e migliaia di persone che non avevano altra colpa se non quella di essere diventate i bersagli del Covid-19. Vero, ma quelle persone, non scordiamocelo mai, hanno comunque potuto accedere alla speranza, anche se poi naufragata.
E' non è ipocrisia, non significa non voler guardare in faccia la realtà e nasconderla. Tutti hanno diritto, se è ritenuto necessario, a godere delle cure in una struttura sanitaria, indipendentemente dall'avere più di 70 anni. Sono i nostri genitori, i nostri nonni che hanno già tagliato il traguardo.
Che facciamo con loro? Li abbandoniamo al loro destino, nelle loro case, se dovessero contrarre l'infezione e avessero un disperato bisogno di essere trasportati in ospedale? Non è possibile, ovviamente. Sono certo che ognuno di loro, messo di fronte al dilemma e all'opportunità di salvare, con il suo sì, un figlio o un nipote, non avrebbe dubbi nel prestare il proprio consenso alla soluzione olandese. Ma sarebbe inaccettabile.
I più anziani ci hanno permesso di vivere in libertà e hanno creato le condizioni perchè crescessimo in una condizione di benessere molto diffusa, e nessun modulo da compilare potrà mai contenere l'enorme grazie che dobbiamo tributare loro. Vade retro, Olanda.