Benevento

Il presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito, ha rilasciato una lunga intervista a "La Gazzetta dello Sport". Eccone uno stralcio: 

"Sul campo abbiamo meritato la promozione. I 23 punti sulla terza non sarebbero mai stati colmati, non mi sentirei in colpa se non saremo promossi sul campo. Riprendere sarebbe un bene per il sistema, e nessuno potrà obiettare ai verdetti. E' chiaro che annullare tutto sarebbe una ingiustizia. Si aprirebbero contenziosi con ripercussioni su tutti i campionati. Meglio finire per la regolarità. La sicurezza si ritroverà tra qualche anno, non tra qualche mese. E attenzione: il calcio è un'azienda, con migliaia di dipendenti". 

INZAGHI - "Potrebbe girare in Ferrari e campare di rendita e d'immagine. Invece la sua famiglia ha gli stessi valori della mia. Mi era accaduto anche con De Zerbi, anche se Inzaghi è un torrente di montagna di giorno, e De Zerbi di notte: la stessa buona acqua, ma non sempre si vede".

PROGETTO - "Volevamo risalire in tre anni e questo è il secondo. Il vantaggio in classifica ci aveva consentito di portarci avanti. Foggia ci lavora da quando siamo retrocessi e con Inzaghi ha fatto un piano con 3 prime scelte. Se non arrivano c'è un piano B con 4.Tutti giocatori esperti di A, con voglia di lottare e che non facciano un passo indietro nemmeno per prendere la rincorsa come diceva il Che. Dovremo essere come il Padova di Rocco: quando lo dovevano affrontare, tutti lo temevano. O come l'Avellino dei dieci anni di A, squadre che sanno che devono dare qualcosa in più. L'orizzonte è il limite dove arriva lo sguardo, ma per me quello è il punto di partenza. Non ci deve essere un solo traguardo, ma più traguardi, uno dopo l'altro. Quindi prima cercheremo la salvezza, poi di assestarci e crescere".

ERRORI DA EVITARE "Era stato troppo facile arrivarci. Otto anni di C, poi la A in 12 mesi. Pensavamo che quella fosse casa nostra, sono stato riconoscente con chi aveva meritato la promozione. ma questo ci ha fregato. E abbiamo buttato via i mesi da agosto a dicembre. Quando a gennaio con De Zerbi abbiamo preso Sandro, Sagna, Diabatè e Guilherme è cominciato il nostro campionato. Sarebbe stato più comodo risparmiare una ventina di milioni e tornare sereni in B, invece ci siamo impegnati fino all'ultimo e la gente ci ha applaudito il giorno della retrocessione. Ci ha aiutato, e in B abbiamo aumentato il numero degli abbonati». 

RIFORME - "Non è compito mio.  Se dai da mangiare al figlio più grande non puoi non darlo al più piccolo. Al calcio serve una riduzione delle diseguaglianze economiche, giocare con Ie Nike o scalzi non è la stessa cosa. In porta puoi tirare bene o male, ma tutti lo devono fare con le scarpe uguali".