“Sul Coronavirus è inutile fare previsioni, quelle lasciamole fare ai maghi”. Parola di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma.

Il professore, guida scientifica dell’ospedale Lazzaro Spallanzani della Capitale, spiega come solo l’attenta analisi del presente e la cautela massima da utilizzare per uscire dal lockdown, senza inutili fughe in avanti di alcune regioni, possano essere la strada utile e necessaria per superare davvero l’emergenza coronavirus in Italia.

Ippolito predica cautela: «La Campania deve mantenere misure di massima precauzione. Il virus sta ancora circolando e le misure di contenimento vanno mantenute e rispettate».

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, getta un occhio tutt’altro che distratto sulla situazione in Campania. Lui è nato a Sant’Arsenio, nel Vallo di Diano, l’area a sud di Salerno che conta morti e contagi da covid-19 elevati.


Direttore, lei è tra i pochi esperti che invitano alla massima cautela, anche in presenza di segnali di lieve miglioramento..

«Sono certamente buone notizie ma non dobbiamo abbassare la guardia. I prossimi 15 giorni serviranno per capire come muoversi. Il Virus sta circolando soprattutto in alcune aree a nord del paese. Ci vuole davvero poco per ritornare pericolosamente e indietro. Quello che bisogna fare è non abbassare la guardia e mantenere questo trend, trascorrendo altri giorni a casa».

Si parla di molti farmaci per la cura del covid-19, dagli anti reumatici agli antimalarici…

«E’ bene chiarire che non abbiamo il farmaco miracoloso e servirà altro tempo per il vaccino. Nessuno dei farmaci utilizzati fino ad ora è risultato di efficacia superiore alle cure standard. E’ bene chiarirlo e non crearsi false speranze».

Professore, perché c’è stata una tale differenza di diffusione del contagio tra Nord e Sud in Italia?

«Intanto perché in Lombardia, il modello sociale, gli schemi di interazione tra le persone hanno purtroppo consentito una maggiore diffusione del virus e così li è arrivato in maniera drammatica. Senza dimenticare alcune che alcune regioni hanno avuto il tempo di prepararsi, come la Campania. Regioni che, fortunatamente, hanno avuto l’occasione di essere attenti a gestire bene questa situazione.  C’è chi dice e parla di una Italia a più velocità. Io credo che  il modello di restrizioni per contenere il rischio contagio debba essere unico. Le misure devono essere uguali su tutto il territorio nazionale. Bene dice il governatore De Luca che parla di chiusure e annuncia: “se mi arrivano da fuori cinturo la regione».

Come s’immagina la vita da qui a qualche mese?

«Dovremo imparare a convivere con il Covid-19. Ma le previsioni lasciamole fare ai maghi. E’ sbagliato azzardare previsioni su durate e andamento di questo virus. Sbagliano i troppi miei colleghi  che sproloquiano in tv. Dobbiamo analizzare le cose giorno dopo giorno. Dopo il tre maggio si potrà riaprire gradualmente, ma solo se tutti i numeri e rilievi confermeranno questo andamento positivo di questi giorni. La Campania ha una densità di casi limitati. Bisogna mantenere questi numeri, confermare ancora questo vantaggio. Per questo credo che i toni utilizzati dal Governatore De Luca siano davvero giusti e positivi».