Avellino

Dall'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino arriva anche all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo il progetto Smart Pma, la telemedicina al servizio delle coppie in cerca di una gravidanza. Una buona notizia, quella diramata ieri dalle principali agenzie italiane, sull’attivazione del programma di assistenza alle coppie che hanno avuto accesso, o che stanno per avere accesso, alle procedure di procreazione medicalmente assistita, nella città simbolo del dramma Coronavirus.

L’iniziativa vuole dare la possibilità alle coppie di completare l’iter diagnostico e ottimizzare la preparazione alle cure per quando sarò possibile riprendere l’attività clinica. Consulti a distanza anche al policlinico San Pietro oltre che al Papa Giovanni.

“Il pronto soccorso dell’ospedale di Bergamo è stato liberato dalle barelle dai pazienti ventilati .- racconta il primario del Moscati e promotore e pioniere in Italia nella sanità pubblica del prezioso sistema di assistenza riferito alla Pma, Cristofaro De Stefano -. E questa è stata prima buona notizia delle ultime ore. La seconda buona notizia riguarda il progetto che dal Moscati è partito: quello di Smart Pma cioè la possibilità di consultazioni via web nel percorso di assistenza per la procreazione assistita. Un accesso da remoto che consente di continuare a prepararsi per eventuali procedimenti, senza disperdere tempo prezioso.

L’inserimento del gruppo di Bergamo è stato un grande traguardo, voluto e condiviso da tutti, visto il dramma patito in quella città e soprattutto perché proprio il reparto della città di Bergamo è una delle eccellenze del settore in Italia. I numeri? Il dottore  Francesco Fusi ci ha informati che su 45 coppie che facevano riferimento al reparto in 42 hanno aderito al servizio sostitutivo ai tempi del Coronavirus. Stessi numeri eccezionali anche al Moscati. Come pionieri ci dissero che solo il 10 per cento delle coppie avrebbe aderito. Questo accadeva  circa un mese fa. Oggi tutti ci stanno chiamando. La telemedicina è la nuova frontiera della sanità - spiega il primario -. “la Telemedicina non potrà mai essere alternativa al contatto diretto tra medico e paziente, ma potrà essere di aiuto per ridurre la mobilità stessa dei pazienti e rendere maggiormente agile il contatto stesso con il proprio medico, garantendo una più semplice comunicazione di dati e informazioni”.