Il plenum del Csm ha nominato il dottor Vincenzo D’Onofrio procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Avellino.
Attualmente sostituto procuratore a Napoli, D’Onofrio con Vincenzo Ranieri, Stefano Capuano e Danilo De Simone e col procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli è impegnato nella delicata indagine sul patron della Lazio e della Salernitana Claudio Lotito.
Vincenzo D'Onofrio aveva già ottenuto il via libera della quinta commissione del Csm, ottenuto con quattro voti su sei. Mancava solo l'ok del Plenum.
Una carriera brillante quella del magistrato, che ha sempre contrastato duramente le attività dei clan in Campania e Calabria.
I clan camorristici attivi ad Acerra, Comune dell’entroterra napoletano, progettavano un attentato contro il pm della Dda, ritenuto troppo duro nei loro confronti. Lo lo ha rivelato il collaboratore di giustizia Pasquale Di Fiore, ex esponente della cosca omonima. Per uccidere il magistrato si era deciso di entrare in azione con un bazooka quando l’auto blindata avesse imboccato la rampa che dal centro direzionale porta verso i Comuni vesuviani, in uno dei quali D’Onofrio risiede.
D’Onofrio ad Avellino troverà il capo della Procura Rosario Cantelmo, suo collega ai tempi della Dda di Napoli.
La Commissione giudicante del Csm ha scritto così di D’Onofrio:
“Dal complesso delle fonti di conoscenza emerge dunque la figura professionale di un magistrato con particolari attitudini organizzative, la cui capacità di lavoro viene qualificata dal dirigente come “straordinaria”.
La esperienza pluriennale maturata presso la Direzione
distrettuale antimafia dapprima presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria poi presso la Procura della Repubblica di Napoli con il raggiungimento di eccellenti risultati nella lotta alla criminalità organizzata è indicativa di una grande capacità di coordinamento investigativo di direzione di uomini e mezzi, di organizzazione del lavoro proprio ed altrui e di grandi capacità direttive”.