Benevento

“La storia dei nostri paesi beneventani dimostra che il corretto rapporto tra la Liturgia (le Celebrazioni domenicali) e la pietà popolare (le processioni dei Santi, le Novene, i Tridui, i Settenari, le Tredicine, ecc.) è turbato allorché nei fedeli si indebolisce la coscienza dei valori essenziali della vita cristiana”.

Sono le parole del parroco di Paupissi, don Raffaele Pettenuzzo, che in una lunga lettera affronta il problema dell'indebolimento dei valori Cristiani.

“Tra le cause di questo indebolimento – spiega - ci sono: 1. La non conoscenza della propria fede alla luce della Parola di Dio. 2. La debole consapevolezza o la diminuzione del senso della Celebrazione domenicale. 3. L’affievolimento del senso del proprio essere cristiani e della partecipazione alla vita della Parrocchia. Di conseguenza, la via migliore per risolvere lo squilibrio o la tensione tra la Liturgia domenicale e la pietà popolare (in particolare le Processioni dei Santi) è comunque e sempre la formazione. Insieme alla necessaria formazione alla Parola di Dio e alla Liturgia domenicale si impone, dunque,  anche la formazione alla pietà popolare. Ecco il motivo fondamentale per cui abbiamo creato nella nostra Parrocchia di Paupisi il corso permanente di formazione per i portatori nelle Processioni dei Santi. Ma perché un corso di preparazione per i portatori condotto da don Giamberto Mastronardi, mio Co-parroco? Bisogna ben ricordare, a questo proposito, che negli ultimi anni molte Feste Patronali hanno perso il loro autentico significato. Infatti, i Vescovi della Campania, preoccupati del fenomeno del fanatismo e del ritorno al paganesimo, hanno scritto il documento sulle Feste Patronali: “Evangelizzare la pietà popolare – Norme per le Feste Religiose”. In questo documento i Vescovi affermano, sottolineando quanto diceva Paolo VI, che la religiosità popolare “ha certamente i suoi limiti. È frequentemente aperta alla penetrazione  di molte deformazioni della religione, anzi, di superstizioni. Resta spesso a livello di manifestazioni culturali senza impegnare una autentica adesione della fede. Può anche portare alla formazione di sette e mettere in pericolo la vera Comunità ecclesiale. Ma se ben orientata, soprattutto mediante una pedagogia di evangelizzazione, è ricca di valori”. Perciò, come Comunità Parrocchiale abbiamo ritenuto fare un Corso di formazione per i portatori proprio per  evitare che le Statue vengano portate da persone che si affacciano alla Chiesa solo il giorno della Festa, pretendendo di portarle. Si assiste in tanti  nostri paesi a tante Processioni Patronali o altro che hanno preso l’immagine più carnevalesca che liturgica – come ballate a tempo di musica Rock, fermate della Statua con tavolini dove si mangia e si beve durante la Processione e dove il chiasso e il disordine regna sovrano –, sostituiendosi alla preghiera. Nel corso della formazione per portatori di Statue sono stati utilizzati anche dei Video dove si è mostrato come tante processioni si svolgano in altre Diocesi sia  in modo ordinato e liturgico e sia in modo, purtroppo, pagano. Sarebbe opportuno che i Parroci formino nelle loro Parrocchie “un gruppo di portatori” che vivano un vero cammino di fede e che comprendano il vero senso della pietà popolare. Infatti, tante nostre Chiese sono piene solo in determinate circostanze dei cosiddetti NATALINI, PASQUALINI e PATRONALISTI. Ma una Comunità Parrocchiale vive una vera Festa Patronale solo quando si è immersi con tutto il cuore e la mente nel Vangelo di Cristo come hanno fatto i Santi. La nostra Comunità di Paupisi si sforza di vivere una fede alimentata prima di tutto dall’Eucarestia e dalla Parola di Dio nonché da un forte senso di famiglia parrocchiale. In questo modo anche le varie Processioni diventano una testimonianza di sincera fede, di silenzio contemplativo e di amore, lasciandosi incoraggiare dalla testimonianza di vita cristiana dei Santi. Il Vangelo, quindi, accolto e vissuto può cambiare i nostri cuori per vivere da veri figli di Dio e non da pagani o da farisei. Ringrazio sin d’ora i Portatori della Statua di S. Antonio che in questi giorni nella mia Parrocchia hanno meravigliosamente stupito ed edificato sia i miei parrocchiani e sia me. Grazie della loro bella testimonianza”.