Benevento

Il 12 giugno 2011 sul campo del Melani di Pistoia c'era anche Alessandro Florenzi ma se ne accorsero in pochi. A rubare la scena fu il diciannovenne con la maglia numero nove capace di segnare addirittura tre gol nell'interminabile sfida con il Varese. Il flashback ci riporta finale del campionato Primavera tra la Roma di De Rossi senior e i lombardi di Devis Mangia. Il numero nove giallorosso era Mattia Montini che qualche settimana più in là sarebbe passato al Benevento insieme a Paolo Frascatore, anche lui protagonista di quel giorno magico per la Lupa. Da un giallorosso all'altro il passaggio fu traumatico e l'esaltazione del trionfo tricolore svanì poco più che immediatamente: "Mi trovai catapultato in una realtà nuova e riconosco di non aver avuto la giusta maturità per affrontare determinate situazioni. Lo confesso, col senno di poi avrei fatto scelte diverse"

Il riferimento è alla firma con il Benevento?
"Di rimpianti ne ho tantissimi ma di quella non mi pento assolutamente. Credo che il presidente Vigorito non abbia puntato su nessun giocatore così come ha fatto su di me. Mi ha aspettato, ha avuto pazienza, ha creduto nelle mie potenzialità. Tanto è vero che ho un altro anno di contratto con il Benevento e l'estate scorsa abbiamo deciso di comune accordo di valutare la situazione del prestito ad Arezzo".

Cosa cambieresti allora facendo un passo indietro?
"L'atteggiamento. Quando sono arrivato a Benevento ero poco più che maggiorenne e ho faticato molto a trovare spazio. Qualche volta ho perso la pazienza con gli allenatori, ho recriminato, ma sono cose di cui mi pento perchè bisogna avere il coraggio di attendere e avere fiducia che le soddisfazioni arrivino. C'è da dire anche che la buona sorte non mi ha molto sorriso a causa degli infortuni. Ripeto: se a diciannove anni fossi andato in una squadra più giovane e meno ambiziosa probabilmente avrei giocato di più ma non avrei raggiunto questa maturità".

Al primo anno in giallorosso sole otto presenze e un gol alla Reggiana. Nel secondo iniziasti bene con la rete a Catanzaro ma a gennaio arrivò il prestito alla Feralpi Salò prima delle parentesi di Cittadella e Juve Stabia...
"Anche quella di Salò è stata una bella esperienza per me. Diciamo che a Benevento non c'è mai stato molto spazio per i giovani, soprattutto nel reparto avanzato dove sono stato spesso chiuso da attaccanti affermati. La ritengo comunque un'esperienza importante per la mia carriera perchè mi ha permesso di crescere e maturare. Ora ho 23 anni ma di testa è come se ne avessi 30".

Dando un'occhiata allo score di questa stagione di può notare che il numero di presenze è aumentato ma i gol scarseggiano: solo due. Involuzione o normalità?
"E' chiaro che il gol mi è mancato, ma chi conosce i metodi di mister Capuano sa che le sue squadre tirano pochissimo in porta e producono poco gioco offensivo. Il mister badava all'ordine e mi sono sacrificato molto per la squadra. Ho segnato poco ma sono comunque soddisfatto del rendimento stagionale perchè ho trovato continuità. Sono sicuro che il prossimo anno arriveranno anche i gol".

Hai seguito la stagione del Benevento?
"Sì e devo dire che inizio a credere alle streghe. Ho seguito da casa la partita con il Como ma c'è veramente poco da commentare: tutti hanno visto cosa è successo. Non volevo crederci"

 

Francesco Carluccio