Benevento

Giorno 50 anno Domini 2020. “Mai tu sei scemo o sei buono?”, ha esclamato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nell'ultimo dei suoi interventi diventati un'autentica mamma dal cielo, in questo periodo, per gli utenti dei social, che gliene hanno fatte di mille colori a suon di ironia.

Linguaggio spesso colorito, dai toni tribunizi, accompagnato da un atteggiamento da 'sceriffo' che non va giù a tutti, De Luca ha però la capacità di entrare immediatamente in sintonia con l'opinione pubblica, indipendentemente dal giudizio che la stessa dà alle sue esternazioni, raggiungendo soprattutto quella parte maggioritaria di cittadini che non digerisce i discorsi arzigogolati e con tratti ermetici, che ama pane al pane e vino al vino.

Messaggi diretti e senza troppi giri di parole, una tecnica comunicativa che centra il bersaglio e strappa consensi. Stavolta De Luca se l'è presa con chi gli aveva posto una domanda sulla possibile ripresa della movida, stroncando ogni speranza. Come non dargli ragione mentre ci si interroga sui rischi che l'allentamento delle restrizioni – non l'eliminazione- comporterà per le nostre vite se le prescrizioni non saranno rispettate. Non c'è dubbio: è un rischio che dobbiamo inevitabilmente correre, non possiamo certo pensare di restare immobili nelle nostre case per altri mesi, in attesa della soluzione definitiva.

Ma la movida, francamente, anche se rappresenta un formidabile propellente per tantissime attività commerciali, non sembra essere, in questo momento, in cima alla lista dei problemi da affrontare. Oltre a quello del lavoro- un'assoluta grana-, ce ne sono altri ben più urgenti, uno su tutti: i trasporti e la necessità di riorganizzarli, in particolare nelle grandi città, per evitare assembramenti. Figurarsi la movida.

Al di là di tutto, quell'espressione di De Luca, il cui rude decisionismo fa sempre più proseliti, potrebbe essere adattata a tantissime situazioni con le quali ci siamo trovati a fare i conti durante la quarantena, che si è tradotta per molti nella possibilità di seguire, con una costanza maggiore rispetto al passato, le trasmissioni televisive. Alzi la mano chi, ascoltando tizio o caio, non si è chiesto la stessa cosa.

Gli esempi sono innumerevoli, ne abbiamo sentite di cotte e di crude, e chissà quante volte avremmo voluto che la nostra voce attraversasse magicamente lo schermo ed investisse colui che aveva appena finito di 'sparare' l'ennesima castroneria, l'ennesimo luogo comune spacciato per opinione, la tesi più strampalata ma funzionale al finto dibattito politico. Non potendolo ovviamente fare, abbiamo incamerato quella reazione e ce la siamo tenuta stretta stretta, consci che non avremmo mai potuto usarla con la modalità... a distanza.

Una distanza che dovremo osservare indipendentemente dalla tv, ma che De Luca ha azzerato in un attimo con la sua verve. Perchè, a gridare “ma tu sei scemo o sei buono?”, siamo, in fondo, un po' tutti. Anche contro noi stessi, che dovremo stare attenti a che non ce lo sbattano in faccia, quell'urlo.