Un'istanza per la stabilizzazione dei Docenti dei Licei Coreutici è stata presentata negli ultimi giorni da un gruppo di docenti del Liceo Coreutico Alfano di Salerno che da anni attendono l'assunzione. I prof raccontano la loro storia in una lunga lettera indirizzata in primis al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina e a tutto il mondo politico e istituzionale della Scuola.
I docenti dei Licei Coreutica d’Italia rappresentano la peculiare situazione dei docenti appartenenti alle classi di concorso A-57 - Tecniche della danza classica, A-58 - Tecniche della danza contemporanea, A-59 - Tecniche di accompagnamento alla danza e teoria e pratica musicale per la danza che abbiano insegnato per almeno tre anni consecutivi nel periodo di istituzione dei licei coreutici.
In pratica insegnano “le fondamentali discipline di indirizzo di questo percorso liceale istituito con DPR 89/2010, e pur vantando in diversi casi una continuità anche decennale nella stessa istituzione scolastica, non hanno potuto partecipare né ai concorsi ordinari né a quelli straordinari, vivendo pertanto una situazione di precariato in quanto non è stata normata la costituzione delle specifiche classi di concorso fino all'emanazione del DPR n.19 del 14 febbraio 2016 "Regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, a norma dell’articolo 64, comma 4, lettera a), del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133" in base al quale, nell'allegata Tabella A sono istituite le citate classi di concorso (A-57, A-58 e A-59).
Il reclutamento dei docenti suddetti – scrivono i professori del Liceo Alfano di Salerno -, in questo periodo di vacatio normativa, è stato dapprima realizzato attraverso l’istituzione di graduatorie d’istituto, elaborate a seguito di bando emanato dalla singola Istituzione scolastica e condiviso con la cabina nazionale di regia istituita dal MIUR e con L’Accademia nazionale di danza, unico Istituto AFAM sul territorio nazionale abilitato a rilasciare titolo utile all’insegnamento della danza classica e/o contemporanea. Solo per il triennio 2017-2020 il reclutamento è avvenuto attraverso l’inserimento nelle graduatorie d’Istituto di III fascia, e anche in questo secondo caso, la valutazione dei docenti è stata effettuata sia sulla base dei titoli di accesso e culturali comuni anche alle altre classi di concorso, sia sulla base dei titoli artistici valutati all’uopo da una commissione composta anche da docenti dell’Accademia Nazionale di Danza.
Di fatto – tuonano -, è stata preclusa la possibilità di partecipare ai concorsi sia ordinari che straordinari per i seguenti fattori”.
Secondo i docenti infatti: “L'istituzione tardiva delle classi di concorso A-57, A-58 e A-59, avvenuta solo a seguito dell'emanazione del D.P.R. n. 19 del 2016 e del D.M. n. 259 del 2017, che ha attribuito piena efficacia alle medesime solo nella definizione dell'organico a partire dall’A.S. 2017-2018. La mancanza di percorsi abilitanti specifici di alcun tipo; tale mancanza ha impedito ai docenti dei Licei coreutici di partecipare...”.
E' una storia ormai lunga quella dei Licei coreutici in Italia. Una storia che dura ormai da un decennio ma che ancora segna delle vacatio a causa delle quali regna incertezza e rabbia proprio per i docenti.
“Nel sottolineare l’insostituibile contributo che tali docenti hanno offerto alla crescita di questo nuovo indirizzo in Italia, si evidenzia altresì la partecipazione attiva di tali docenti ai Seminari nazionali realizzati dalla Cabina di regia dei Licei musicali e coreutici istituita dal MIUR, durante i quali sono stati elaborati tutti i documenti attualmente in uso nei Licei coreutici in Italia (programmazioni curricolari, griglie di certificazione delle competenze per il I e II biennio, griglie di valutazione delle discipline per gli Esami di Stato, progetti di Alternanza Scuola lavoro/Percorsi per lo sviluppo delle competenze trasversali e per l’orientamento).
Inoltre considerato il recente disposto normativo (legge di conversione del D. L. 9 gennaio 2020 n. 1) che determina una nuova graduatoria utile alla stabilizzazione del personale precario dell'Alta Formazione Musicale e Coreutica, personale che matura i requisiti dei tre anni all'anno 2020/21 e considerato che il personale in servizio nei licei coreutici e il personale in servizio negli Istituti AFAM, è stato selezionato mediante i medesimi criteri, ossia titoli di studio e titoli artistici, appare paradossale la disparità di trattamento”.
Per questi motivi i docenti dei Licei Coreutici chiedono “che venga riconosciuto il valore abilitante del titolo di studio rilasciato dall’Accademia Nazionale di Danza che venga istituita una procedura di stabilizzazione riservata e non essere inseriti, in piena pandemia, in un concorso ordinario e straordinario che prevede l’espletamento di una prova scritta computer based composto da 80 quesiti a risposta multipla in 80 minuti! Tale procedura concorsuale non prende in considerazione in maniera considerevole, neppure gli anni di servizio valutati, nella misura di 1 punto per anno (Allegato C- tabella valutativa della bozza di concorso scuola 2020). Appare altresì del tutto inadeguato il contingente numero di posti messi a bando, numero ben al di sotto del necessario con una chiara disparità tra i posti disponibili per il concorso ordinario e i posti disponibili per il concorso straordinario (56 per la classe di concorso A-57 di cui 24 per il concorso straordinario e 32 per il concorso ordinario, 28 per la classe di concorso A-58, di cui 9 per il concorso straordinario e 19 per il concorso ordinario, 80 per la classe di concorso A-59, di cui 33 per il concorso straordinario e 47 per il concorso ordinario). Appare evidente che solo a pochi docenti lo Stato darà l’opportunità di una stabilizzazione escludendo gran parte di quelli che hanno lavorato finora.
Dunque, una procedura riservata è l’unica soluzione possibile al fine di consentire l’immissione in ruolo e di non disperdere il patrimonio didattico costruito in questi anni e l’accreditamento sui territori che i nuovi licei hanno con fatica conquistato, per continuare a garantire l’altissima qualità di insegnamento e di risultati che i docenti in servizio in questi anni hanno assicurato”.