Intervenuto nel corso di Ottogol, l'ex medico della Nazionale Enrico Castellacci si è espresso così sulla possibile ripresa della stagione:
“Oggi si sente l’esigenza di far cominciare il campionato. Il calcio è una componente molto importante del paese, però sarà importante riprendere cercando di farlo con una maggiore sicurezza. I tempi sono stretti, bisogna concludere entro il due agosto. Le linee guida devono essere applicabili, altrimenti sarebbe tutto inutile”.
LINEE GUIDA - “Il Benevento è pronto a ripartire, ne approfitto per fare i complimenti alla squadra che ha dimostrato di meritare la serie A. Il problema è che quando ci sarà la ripartenza, bisognerà seguire delle linee talmente rigide che sarà difficile fare diversamente. Uno dei punti chiave è relativo al numero dei tamponi e dei test sierologici che dovranno essere fatti in accordo con il ministero della salute. C’è da dire che questi non danno delle garanzie, non esiste una immunità. Caso positivo? E’ un interrogativo a cui dare una risposta. Vi sono due problematiche: la prima è che ci sono delle responsabilità civili e penali nei confronti del club. Il calciatore professionista è come un lavoratore, quindi un eventuale contagio viene considerato come un infortunio sul lavoro. Il datore, quindi, deve organizzarsi a livello logistico affinché ciò non avvenga. Subito dopo come bisogna comportarsi? Il decreto governativo dice che tutti coloro che sono in contatto con un contagiato, allora tutta la squadra va in quarantena.
TIMORI - “Ci poteva essere un’alternativa per coloro che sono in grado di fare allenare i calciatori su diversi campi. Questo periodo poteva essere utilizzato per fare i tamponi, così come tutte le visite necessarie per coloro che sono stati affetti dalla malattia. Il mio timore è che le società non si facciano trovare pronte quando si potrà partire davvero, dato che molte non sono in condizione.