Pippo Inzaghi, nel corso di una diretta Instagram con Bobo Vieri, ha raccontato con grande entusiasmo i segreti del suo Benevento. Il tecnico giallorosso ha ripercorso la stagione che ha visto la Strega dominare il campionato di serie B:
"Personalmente alleno per divertimento, la categoria mi interessa poco. A Benevento sapevo che mi avrebbero dato una squadra forte: noi tecnici possiamo essere bravissimi, ma senza calciatori di spessore facciamo ben poco. Nel corso della mia carriera ho vinto un campionato a Venezia e per poco non andavo in serie A. Quest'anno la promozione è in tasca. I cinque mesi di Bologna potevano darmi qualche preoccupazione, facendomi pensare che stavo sbagliando tutto, ma bisogna credere sempre in ciò che si fa. Per tre anni le mie squadre hanno fatto registrare la migliore difesa, poi è chiaro che ci vogliono calciatori forti e un minimo di organizzazione. A Benevento siamo stati messi nelle condizioni ideali per lavorare, ma c'è da dire che non eravamo l'unica squadra attrezzata per la promozione. Vincere ventuno partite su ventotto è molto complicato in serie B. Abbiamo superato i numeri della Juve di Dechamps che aveva in squadra dei campioni del mondo. E' vero che attaccavo i record nello spogliatoio, i miei ragazzi sono stati veramente bravi".
Ha poi proseguito:
"Il modulo è importante, ma non fa vincere le partite. Un allenatore deve scegliere il miglior vestito per la propria squadra. Il Benevento era reduce da una cocente sconfitta nei play off e immaginavamo che si portasse dietro delle scorie. Ho voluto lanciare subito un messaggio, partendo con quattro attaccanti, facendo capire ai calciatori che avremmo avuto spirito d'attacco. Ho rischiato, infatti ho perso la prima partita ufficiale contro il Monza ma volevo dare mentalità. Subito dopo sono passato alla ricerca dell'equilibrio giusto. Devo dire che mi ha aiutato molto la società attraverso il mercato: abbiamo preso Schiattarella che però è stato costretto a fermarsi dopo la prima giornata a causa di un infortunio. Il direttore Foggia è corso ai ripari con Hetemaj, a quel punto sono andato avanti con il 4-4-2. Non potevo mettere Improta come mezzala, altrimenti non esprime al meglio il suo valore. Poi contro il Crotone, nonostante il vantaggio di cinque punti sulla seconda, ho deciso di cambiare modulo. Schiatarella era rientrato e non potevo rinunciare a un trio di centrocampo così forte, quindi ho sacrificato Improta che si è rivelato un calciatore molto importante e che ha deciso tante partite. Tra l'altro in quella gara ero in emergenza per le assenze di Tuia e Caldirola, quindi ho inserito Gyamfi al centro della difesa e fece una gara straordinaria. Alternare i due moduli è stata una fortuna, adesso la squadra si trova bene in qualsiasi modo. E' chiaro che il passato da calciatore deve dare una mano anche nei rapporti personali. Preferisco dire a un calciatore la verità, senza fare giochetti. Devono capire che mi dispiace non metterli in campo e che devono aspettare il loro momento. Vorrei menzionare Insigne che dopo l'infortunio di Kragl ha fatto benissimo. Ogni giorno gli parlavo per spronarlo, si è allenato bene e quando è rientrato ha segnato cinque gol in sei partite".