Giorno 52 anno Domini 2020. “Bisogna evitare assembramenti ed evitare questa forma di rilassamento totale, perché se vedo questo ancora per alcuni giorni, chiudo. Prima che lo faccia De Luca, chiudo io e torniamo alle misure di prima”, ha avvertito, dopo aver visto troppa gente in giro, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Che, come è ormai ampiamente noto, è in concorrenza con Vincenzo De Luca in fatto di tempismo.
Napoli dista una sessantina di chilometri o poco più, ma il primo cittadino del capoluogo sannita li azzera in un attimo, con un post, in una sorta di corsa, a chi fa prima, con il presidente della Regione Campania. Sia chiaro: la preoccupazione di una diffusione del contagio da Covid-19 è assolutamente comprensibile e condivisibile. Lo sono di meno, magari, i toni apodittici che vengono utilizzati nei confronti di un'opinione pubblica sempre più confusa e disorientata, alle prese con l'ultima autocertificazione da compilare - un'assurdità- per incontrare un congiunto.
Va bene richiamarla al rispetto delle norme, ai comportamenti necessari a proteggersi e proteggere gli altri, ma forse sarebbe meglio riferirsi ad essa come insieme di cittadini e non di sudditi ai quali imporre ogni forma di costrizione. Se, come dicono gli esperti diventati nostri compagni di vita durante la quarantena, di questo virus non ci libereremo in fretta e dovremo fronteggiarlo ancora a lungo, allora sarebbe preferibile sollecitare ulteriormente, soprattutto, il senso di responsabilità delle persone.
In attesa del vaccino e di una terapia che neutralizzi e curi l'infezione, sembra essere l'unica arma a disposizione nel momento in cui le restrizioni saranno allentate. I diktat o la 'minaccia dei lanciafiamme' – un meme, riservato al 'numero uno' della giunta campana, che spopola sui social- non hanno più la stessa incidenza. Sono serviti certamente a rafforzare l'obbligo di restare a casa per evitare pericoli, ma la loro forza è inevitabilmente diminuita con il passare delle settimane.
Un periodo nel quale abbiamo dovuto rinunciare ad alcune libertà: privazioni che abbiamo accettato, quasi senza fiatare, quando il 'nemico' ha dispiegato la sua notevole potenza di morte, lasciandosi alle spalle un interminabile elenco di vittime. L'abbiamo fatto per salvare la nostra pellaccia e quella dei nostri cari, con riflessi fondamentali anche sull'esistenza degli altri.
Adesso, però, poiché il destino non può essere quello di rimanere barricati tra le mura domestiche, dobbiamo ricominciare. Con la giusta cautela, con la massima prudenza, seguendo le indicazioni che ormai abbiamo mandato a memoria. Ma anche con la consapevolezza di una ritrovata dimensione, più consona ad un sistema democratico.
Forse sarà il caso di smetterla di trattarci così come è avvenuto fino a ora, di considerarci soltanto muli sui quali caricare ogni divieto. Perchè siamo probabilmente migliori di quanto crediamo e perchè anche i muli, nel loro piccolo, come le formiche, talvolta si incazzano e possono... scalciare.