All’indomani dell’ultimo incontro sulla vertenza Malzoni le parti sembrano riavvicinarsi e sia i sindacati che l’azienda esprimono soddisfazione sui passi in avanti fatti al tavolo delle trattative.
Certo, subito dopo le proposte indicate dall’amministratore delegato Salvatore Bilancio e illustrate dal dottore Savino che cura il concordato preventivo, e le prospettive disegnate dal capo del personale Biagio Chirico, gli umori erano ben diversi. Le richieste, specie per la loro durata, erano state bollate dalle sigle sindacali come improponibili. Ma ora, sulle controproposte avanzate da una parte e dall’altra, la soluzione appare molto più vicina.
Per Marco D’Acunto, segretario della Fp Cgil, si sta lavorando nella giusta direzione «…per la salvaguardia della presenza della clinica ad Avellino e di tutto il suo personale. Senza dimenticare la conservazione del contratto Aiop e dei livelli salariali, oltre alla trasformazione dei lavoratori a tempo determinato in tempo indeterminato…».
Naturalmente la partita si gioca sul filo degli anni di sacrifici chiesti ai dipendenti per svolgere sei ore in più a settimana non retribuite, rinunciare al premio di produzione, alle indennità di mensa e alla metà della tredicesima. Dai sette anni iniziali si sta raggiungendo un accordo che va dai tre o quattro, limando il discorso delle indennità e della tredicesima mensilità. Se i sindacati nei prossimi giorni avranno campo libero dai lavoratori cercheranno di ridurre tempi e percentuali del “salasso” in cambio della conservazione di tutti i posti di lavoro e dell’avvio di una graduale trasformazione delle operatrici Tempor.
Alessandro Calabrese