Benevento

Vuoi mettere il piacere di parcheggiare nuovamente l'auto nel posto in cui lo facevo fino a due mesi fa, di spegnere il motore, abbassare il finestrino e, fumando, ascoltare l'imperdibile rassegna stampa di Radio radicale? Non è una giornata come le altre, non può esserlo perchè è la prima scandita da una prova di riconquista della normalità perduta. Un simulacro di normalità, non c'è dubbio, ma anche la mascherina stamattina mi appare meno insopportabile.

Al palazzo di giustizia il tempo sembra essersi magicamente fermato. Le guardie giurate sono al lavoro come sempre, toccherà a loro filtrare gli accessi con un rigore ancora più stringente dettato dalla necessità di evitare il rischio del contagio. L'addetto alle pulizie esterne del Tribunale fa il suo lavoro, che bello il rumore di trascinamento del carrello nel quale sversa, dopo averle raccolte da terra, cicche e carte, i segni lasciati al passaggio della maleducazione.

Mi mancava lo stridio di quelle ruote; mi mancavano, eccome, l'asfalto del piazzale e i sampietrini del porticato che sono stati, e spero saranno ancora, la mia 'prima casa'. Ho trascorso più tempo qui che altrove, avevo uno stramaledetto bisogno di tornare a calpestare quei percorsi che potrei fare ad occhi chiusi, di fermarmi e guardare tutt'intorno, respirando un'aria che conosco.

Il bar all'interno della struttura ha riaperto i battenti, ma l'ingresso è sbarrato da un tavolo in legno sul quale va appoggiato il bicchierino di plastica con il caffè da portare via e consumare. Per adesso va così, dobbiamo ancora accantonare quel rito in compagnia celebrato dinanzi ad un bancone. Riecco i volti che non incrociavo da un bel pezzo, gli occhi si allargano in un sorriso reciproco, un sospiro di sollievo. Finalmente ci si rivede, buongiorno, come stai?

Le domande a distanza annullano in un attimo il filo di un rapporto quotidiano che si era interrotto per un virus. Il presidente Ennio Ricci è puntuale come un orologio: una mano impugna la borsa, i fascicoli sono stretti sotto un braccio, il passo è quello solito. Domani si ricomincia solo con alcune udienze penali, non sarà semplice.

Gli appuntamenti in aula saranno contingentati, non si andrà oltre un certo numero: i problemi non mancano e rimandano all'importantissimo valore di un servizio essenziale, quello della giustizia, che va assicurato a tutti i cittadini. La macchina si rimuoverà a singhiozzo, in attesa che il motore possa finalmente andare a regime. Anche io sbuffo, ho voglia di rimettermi in gioco.