Benevento

Trentaquattro e passa gradi centigradi, recita il termoscanner che la guardia giurata mi punta alla fronte all'ingresso. Ok, prego, mi dice mentre riesco a sbirciare il valore della mia temperatura, appena misurata. Bassina, devo preoccuparmi? Sono nell'androne del Tribunale, anche io all'esordio con la ripresa dopo lo stop dovuto all'emergenza sanitaria. Non è affatto finita, ma bisognerà pure in qualche modo ricominciare.

Il 'percorso di guerra' disegnato non lascia spazio alla fantasia: al massimo è possibile raggiungere il primo piano, dove si trovano le aule. Le scale sono state divise a metà da una striscia rossa: la parte sinistra è riservata a chi sale i gradini, alla base dei quali è stato affisso un adesivo con la freccia della direzione obbligatoria. L'altra, costellata di divieti di accesso posizionati allo stesso modo del primo segnale, è invece dedicata a chi fa il tragitto inverso. Occhio a sgarrare, ma è praticamente impossibile. Perchè le persone presenti sono pochissime.

Nell'aula 4, quella della Corte di assise, intitolata a Falcone e Borsellino, sono in programma sei udienze preliminari, mentre nella numero 3 il collegio si occupa di alcuni riesami reali. Stop: nient'altro. Porte chiuse, ma lo sarebbero state anche in una condizione normale. Quella che stiamo vivendo non lo è, inevitabilmente. I pochi avvocati che arrivano lo fanno alla spicciolata, convocati in diverse fasce orarie. Sono bardati con mascherine di ogni tipo e colore, le mani inguainate si alzano nel saluto, tutti hanno l'aria un po' smarrita.

Si fa fatica ad adattarsi, ma bisogna farlo, nell'attesa di tempi migliori. Incontro il Procuratore Aldo Policastro, che è venuto a rendersi conto della situazione. Probemi non sembrano essercene, il panorama è praticamente desertico, gli affollamenti solo un lontanissimo ricordo. I dipendenti della cancellerie sono al loro posto in uffici nei quali non è possibile entrare come in passato: un tempo schiacciato da un presente e un futuro che creano preoccupazione.

Due grossi cartelli piazzati in testa all'accesso principale e a quello d'emergenza indicano i varchi di accesso e di uscita dalla struttura in cui si amministra la giustizia, per adesso a rilento. Maledetto virus, guarda che hai combinato anche su uno dei diritti di ogni cittadino.