Quattro anni ed 8 mesi per corruzione in atti giudiziari. E' la condanna stabilita con rito abbreviato dal gup del Tribunale di Salerno, Gennaro Mastrangelo, per Giuseppe De Camillis (avvocati Marcello D'Auria e Camillo Cancellario), 76 anni, di Fragneto Monforte, commercialista, giudice tributario fino al febbraio 2019, quando era andato in pensione, che un anno fa era stato arrestato, al pari di altre tredici persone, nell'inchiesta della Procura di Salerno e della guardia di finanza su una serie di sentenze che sarebbero state aggiustate dalla commissione tributaria regionale in cambio di mazzette.
Un giro di tangenti, secondo l'accusa, che avrebbe riguardato due impiegati della commissione, sei imprenditori, quattro consulenti fiscali e due giudici, con imposte e sanzioni annullate per circa 15 milioni di euro.
A De Camillis, passato dal carcere ai domiciliari e, nel febbraio scorso tornato in libertà, erano stati contestati tre episodi - sui dieci che sarebbero stati accertati - nei quali era stato chiamato in causa come relatore della commissione presieduta da Fernando Spanò (per lui 6 anni, 3 mesi e 3 giorni e l'assoluzione da due addebiti): per uno è stato condannato, per un secondo assolto, mentre per l'ultimo gli atti sono stati trasmessi alla Procura.
Come si ricorderà, l'inchiesta era stata supportata da intercettazioni e dalle immagini fissate da una telecamera installata in un ascensore. Fotogrammi nei quali era stato immortalato, in un'occasione, De Camillis, al quale era stata infilata, da un impiegato della commissione, una busta bianca nella tasca del giubbotto che indossava.
Oltre a De Camillis e Spanò, condannati anche i segretari Salvatore Sammartino (5 anni, 6 mesi e 20 giorni) e Giuseppe Naimoli (5 anni, 4 mesi e 20 giorni), Alfonso De Vivo (4 anni e 6 mesi), imprenditore e consigliere comunale di Castel San Giorgio, l'ex parlamentare Teodoro Tascone (4 anni e 2 mesi). Pena sospesa per l’imprenditore Antonio D’Ambrosi (1 anno, 9 mesi e 10 giorni).
Tutti sono stati condannati al risarcimeno dei danni alle parti civili, da liquidarsi separatamente, e al pagamento di una provvisionale di 100mila euro. Sono stati impegnati nella difesa gli avvocati Cecchino Cacciatore, Pietro Pasquali, Giuseppe Della Monica, Michele Sarno, Rodolfo Viserta, Alessandro Laudisio, Bruno Von Arx, Antonio Calabrese e Agostino Bellucci, quest'ultimo per la 'Facomgas srl', la società di cui De Vivo è rappresentante, condannata al pagamento di una sanzione di 140mila euro.