A restare di stucco, per usare un eufemismo, sono stati soprattutto gli avvocati arrivati da Roma e Velletri. Erano partiti di buon'ora per essere presenti a Benevento alle 9.30 e celebrare l'udienza per la quale erano stati avvisati. Hanno invece scoperto che sarebbe stata rinviata: dovranno tornare tra una settimana, quando è stato fissato l'ulteriore appuntamento dinanzi al gup Loredana Camerlengo, chiamato a decidere sulle undici persone di cui il procuratore aggiunto Giovanni Conzo ha chiesto il rinvio a giudizio nell'inchiesta sull'appalto per la realizzazione di una strada di collegamento, per un importo di circa 4 milioni di euro, tra le aree Pip di Reino, San Marco dei Cavoti e Molinara, interessata dal crollo del ponte sul torrente Tammarecchia e di una parte dell'arteria, off limits alla circolazione.
Si tratta di Carlo Camilleri, Sergio Iadanza, Giuseppe De Rienzo, Matteo Donato Sebastiano, di Benevento, Bruno Borrillo, di Molinara, Donato Antonio Tornesello, Michele Valente, Americo Travaglione, di San Marco dei Cavoti, Pietro Boffa, di Reino, Antonio Chiusolo, Francesco Chiusolo, di Baselice, chiamati in causa come direttori dei lavori, progettisti, collaudatori, dirigenti del Comune di Reino, legali rappresentanti delle imprese esecutrici.
Truffa, falso e crollo colposo le accuse prospettate a vario titolo, ravvisate in un intervento di costruzione della strada che, secondo gli inquirenti, non sarebbe stato eseguito a regola d'arte, e rispetto al quale non sarebbero stati operati i necessari accertamenti sullo stato dei terreni sui quali era stato edificato il viadotto.
L'indagine è stata scandita, nello scorso febbraio, dal sequestro del ponte, chiuso da anni, e di una rata di circa 200mila euro che la Regione deve erogare, ma non dei beni degli imputati. Un provvedimento ordinato dal Riesame, nuovamente interpellato dopo la decisione con la quale la Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura di Benevento, aveva annullato con rinvio la sentenza dello stesso Riesame, che nel luglio 2019 aveva confermato il no del gip Maria Ilaria Romano, appunto, ai sequestri.
Sono impegnati nella difesa, tra gli altri, gli avvocati Angelo Leone, Roberto Prozzo, Luigi Diego Perifano, Guido Principe, Fabrizio Federici.
Per i Comuni di Reino e Molinara, parti civili, l'avvocato Vincenzo Sguera.