La Breast Unit dell’Azienda ospedaliera «San Giuseppe Moscati» torna a casa. Dopo le lunghe settimane di emergenza Coronavirus ambulatori e servizi tornano a Contrada Amoretta. Quasi due i mesi trascorsi dall'unità operativa, dalla sua squadra lavoro, all'ospedale «Landolfi» di Solofra, a causa dell’emergenza coronavirus.
L’Unità di Senologia diretta da Pasquale Porcile da lunedì sarà di nuovo operativa, nella sua storica sede al quarto piano della città ospedaliera, per poi procedere gradualmente con il riavvio di tutte le attività ambulatoriali e pieno regime.
Soddisfatto il senologo e consigliere regionale Carlo Iannace, punto di riferimento della Breast Unit e guida indiscussa delle donne in rosa, della rete di associazioni in prima linea nella prevenzione del tumore al seno.
"Nel plesso Solofrano abbiamo lavorato in condizioni ottime - spiega Iannace -. Ogni lavoratore del Landolfi ha fatto di tutto per consentirci le migliori condizioni di lavoro. Una bella parentesi in cui abbiamo conosciuto persone e professionisti eccezionali". Ma intanto il dottore Iannace ricorda a tutte le donne l'importanza di cura e prevenzione. "In questi mesi abbiamo avuto meno controlli e verifiche in reparto. I numeri parlano chiaro. Tutta colpa della pandemia che ha spaventato molte persone. Le donne per lunghe settimane non hanno effettuato visite, controlli per paura del contagio. Ma, ora, l'emergenza è finita e dobbiamo tornare ad essere puntualissimi nella cura e prevenzione di ogni malattia".
Un passaggio strategico il ritorno al Moscati della Unità. Nei due mesi alcuni esami e verifiche erano comunque rallentate per l'assenza di alcune strumentazioni, rimaste a contrada Amoretta e che comunque imponevano attese e qualche ritardo nella diagnosi di eventuali presenze tumorali.
«Le attività ambulatoriali - conferma Iannace - riprenderanno nel giro di una settimana. Dall'ultima settimana di maggio saremo pienamente operativi. In questa fase, abbiamo bisogno di definire un adeguato piano per la gestione dei flussi sia del personale sia dei pazienti che arrivano dall’esterno». Il senologo intanto riflette sulla pandemia e sul cambiamento radicale avvenuto dei servizi sanitari e della società più in generale. "Abbiamo vissuto momenti terribili. Sono tantissimi, tra l'altro, i medici e infermieri che si sono ammalati, che in alcuni casi sono morti. Ma l'emergenza coronavirus ci ha insegnato cosa significa affrontare una emergenza, e la necessità di gestire la sanità con ancora più cura e risorse. Il mio pensiero è rivolto a tutte le persone che, purtroppo, non ce l'hanno fatta".