Benevento

Un giubbino lascerebbe pensare che sia lui, ma è troppo poco per certificarlo. La parola definitiva arriverà soltanto dalla comparazione tra il Dna prelevato al fratello di una persona scomparsa e quello estratto dai resti umani rinvenuti giovedì in un bosco a Morcone.

Solo allora si saprà se sono davvero di Bruno Gentilcore, il 57enne di Foiano svanito nel nulla dalla fine di settembre del 2019 dal Dipartimento di salute mentale del centro sannita, di cui era ospite.

Al lavoro, su incarico del sostituto procuratore Maria Dolores De Gaudio, ci sono il medico legale Emilio D'Oro, il radiologo Alessandro Rosa, che non avrebbbe riscontrato segni di azioni traumatiche, e il professore Ciro Di Nunzio, al quale toccherà confrontare i due patrimoni genetici e stabilirne la compatibilità. Un dato che sarà disponibile nei prossimi giorni, quando saranno ultimate le analisi, ancora non avviate. Quello di Bruno Gentilcore è un caso che ha a lungo occupato le cronache, approdando anche alla trasmissione televisiva Chi l'ha visto?.

Senza esito le ricerche condotte all'epoca da forze dell'ordine e volontari, nessuna traccia dell'uomo, la cui presenza era stata segnalata in più zone, senza però trovare riscontro. Numerosi gli appelli del fratello Giuseppe, tutti caduti nel vuoto.

Andamento claudicante, pantaloni di colore blue e un giubbotto beige, niente telefono e documenti, Bruno era stato ingoiato da un mistero rimasto per mesi senza soluzione. Poi, all'alba di giovedì, la macabra scoperta, alla località Scautieri, di due cercatori di asparagi. E' di Bruno Gentilcore quel corpo?