Tutti riaperti dopo il lockdown, ma si chiude alle 23. Se stasera si potrà tornare mangiare al ristorante, dopo due mesi di blocco per il Coronavirus, i locali della movida (bar, “baretti”, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante di bibite, dovranno chiudere alle ore 23. Ma non solo. Il Governatore ha vietato eventi e party in sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso. Nessun limite orario invece per i ristoranti e le pizzerie.
“Trovo che sia assurdo porre un limite orario che, nei fatti, ci blocca nei giorni della ripartenza. Non credo sia una scelta logica stoppare l’attività alle ore 23. Sarebbe bastato consentire di poter continuare magari fino alle 24. Così non ci aiutano. Noi piccoli imprenditori siamo stati i più danneggiati - spiega Laura Racolla della gelateria Hola di via Circumvallazione -“.
Dello stesso pare Ciro Covi proprietario e gestore del bar di piazza D’Armi Saint Tropeiz. “Limitare l’orario di evita gli assembramenti - spiega Covi -. Rispettando ogni regola, evitando accuratamente gli assembramenti dobbiamo lavorare. Non possono chiudere le nostre attività valle ore 23, ci penalizza troppo”.
Da venerdì invece riapriranno le aree mercatali che erano ancora interdette, non più soltanto quindi, quelle per i generi alimentari. Ma anche i mercati di abbigliamento, dei fiori e delle altre attività finora non consentite in Campania. La Regione Campania ha dato mandato alle amministrazioni comunali di predisporre i previsti dispositivi di sicurezza nei mercati stessi. Sempre da venerdì, riprenderanno le attività delle autoscuole. Gli orari fissati per i locali pubblici saranno soggetti a periodica valutazione in relazione alla situazione epidemiologica e al rispetto delle misure di sicurezza. Proseguiranno nei prossimi giorni gli incontri con le categorie interessate per condividere tutte le misure.