Avellino

Slitta al 27 gennaio l’approvazione del progetto esecutivo di messa in sicurezza di Piazza Castello. Ieri, infatti, non sono bastate le quasi 5 ore di confronto per chiudere la procedura con il nulla osta in conferenza dei servizi.

All’appello, ancora una volta, mancava il parere della Soprintendenza regionale. La stessa il cui ritardo nell’esprimere la sua valutazione ha già fatto rinviare l’appuntamento, in un primo momento programmato per il 19 dicembre scorso, di un mese.

Al tavolo, che si è riunito presso il Dipartimento Ambientale degli Uffici regionali di Collina Liquorini, oltre al rappresentante di Palazzo Santa Lucia, c’erano quelli di Asl, Genio Civile, Arpac, Provincia e Comune. E, in praticolare, per l’amministrazione di Piazza del Popolo erano presenti il dirigente del Settore Lavori Pubblici Luigi Cicalese, il rup Salvatore Manzo, il consulente ambientale Vincenzo Belgiorno e l’assessore Costantino Preziosi.

Partecipazione quest’ultima mirata a dare un segnale politico importante su una vicenda che si sta trascinando già da troppo tempo. L’incontro si è concluso con il sostanziale favore degli altri enti per la soluzione tecnica individuata nel piano d’intervento, in attesa di completare l’iter con il parere della Soprintendenza regionale.

Insomma una promozione con riserva per il progetto di impermeabilizzazione della superficie
di Piazza Castello attraverso un “capping” di copertura del sito considerato inquinato. Un
metodo che consente di evitare ogni rischio di successivo inquinamento delle falde acquifere attraverso l’infiltrazione di acqua piovana. Ciò mediante un rivestimento adeguato.
L’intervento, pianificato secondo le più moderne tecniche di messa in sicurezza e isolamento, si andrà a completare con un particolare sistema di drenaggio, la rimozione degli elementi
nocivi rinvenuti durante gli scavi, la regimazione delle acque piovane e tutta una serie di accorgimenti ingegneristico-ambientali per evitare qualsiasi problema in futuro.
Un progetto da un milione e seicentomila euro che l’amministrazione comunale avrà a disposizione attraverso la devoluzione dei residui attivi che saranno convogliati in un unico
mutuo. Anche per fare questo, però, è necessario che l’intervento venga approvato, permettendo così di completare l’iter anche con la Cassa Depositi e Prestiti. Ecco perché l’assessore Preziosi, di fronte a quest’altro stop alla procedura tecnica, ha convocato per stamane alle 11 una conferenza stampa nel suo ufficio di Palazzo di Città. Un incontro nel corso del quale chiarirà ogni aspetto della vicenda sulla quale, non dimentichiamo,
c’è un’inchiesta della Procura e un ripetuto sequestro dell’area con
precise prescrizioni e tempi da rispettare nei lavori dettati dalla stessa magistratura
inquirente.
«Speravo in una parola definitiva - ha dichiarato ieri il delegato ai Lavori Pubblici al termine della conferenza dei servizi - e invece dobbiamo attendere altri 8 giorni. Un arco temporale
entro il quale la Soprintendenza regionale dovrà esprimere il suo parere, altrimenti
varrà il principio del silenzio assenso. Del resto tutti gli altri enti hanno recepito il nostro progetto di messa in sicurezza. Per questo, nel verbale redatto alla chiusura del confronto,
come amministrazione comunale abbiamo messo alcuni paletti importanti. D’altra parte siamo stanchi di doverci assumere anche le colpe degli altri. E non siamo più disposti a "pagare" per i ritardi altrui...»

(Alssandro Calabrese) 

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