Benevento

Che poi, a pensarci bene, le differenze non sono state così nette, rispetto al passato anche più recente, sul versante della partecipazione popolare. Certo, mancavano qualche scolaresca, i rappresentanti delle associazioni d'armi e di volontariato, gli insigniti delle onorificenze.

Per il resto, se si eccettua l'assenza degli interventi del sindaco e del presidente della Provincia – il prefetto ha letto il messaggio, peraltrogià ampiamente diffuso, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella- la manifestazione per il 2 giugno si è svolta secondo i soliti canoni, nel rispetto delle norme contro la diffusione del contagio da Covid-19.

Alle 9, in piazza Castello, il sole picchia che è una bellezza. Sono in corso le prove, “mi raccomando, non dobbiamo accelerare il passo”, si dicono i due militari che hanno il compito di trasportare la corona d'alloro che sarà depositata ai piedi del monumento ai Caduti. Il microfono viene testato, “ok, il volume va bene così”, gracchia la voce di chi lo impugna.

Si diffonde nell'aria, ma è poca cosa di fronte alle musiche che intona l'orchestra del Conservatorio – il direttore distribuisce, nel frattempo, delle mascherine rosse griffate dall'Istituto-: l'inno di Mameli, la canzone del Piave, il silenzio, che accompagneranno i tre momenti della cerimonia. Il parterre istituzionale si affolla via via che trascorrono i minuti che mancano alle 10, gli organi di informazione si portano avanti con il lavoro, con un must per queste occasioni: le interviste.

Finalmente ci siamo, il rituale è inevitabilmente più scarno, lo illuminano le parole di Mattarella, il suo richiamo all'unità morale e alla coesione, alla necessità di non dividersi sui morti. Il Capo dello Stato le ha pronunciate ben sapendo che non avrebbero fermato le polemiche di queste ore. Va bene così, è il gioco di una democrazia nata dalla Resistenza contro il fascismo e sfociata nella Repubblica.

Centinaia di scatti, lunghe videoriprese e anche foto di gruppo, neanche mezz'ora e tutto è finito: le temporanee espressioni del potere, declinato nelle diverse forme locali e nazionali, si avviano verso il bar. Dalle mascherine talvolta abbassate spuntano volti sorridenti e sereni, le pacche sulle spalle si sprecano come i saluti ed i cenni di intesa a mezzo gomito, anche con alcuni 'segugi' al seguito.

Osservo la scena: perchè mi viene in mente un maledetto pensiero che mi rimanda, in un attimo, alle difficoltà ed ai problemi della gente comune?

Poco più in là, tra il Palazzo del governo e la Rocca dei Rettori, va in scena, successivamente, un presidio di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega: chiedono più interventi del governo per i cittadini, le imprese, svolgono legittimamente il loro ruolo di opposizione. Viva il 2 giugno, viva la Repubblica.