Benevento

Da Franceschini ricerviamo elogi, mentre il Movimento che rappresentavamo, di cui abbiamo 4 rappresentanti in Parlamento che abbiamo contribuito a far eleggere, ci osteggia e ci ostacola. Così Felice Presta e i volontari che si stavano occupando di ripulire e recupare l'anfiteatro romano di Benevento in una lunga nota in cui fa il punto della situazione:

"Iniziamo dall’ultimo dei progetti: la ripulitura dell’anfiteatro romano. Con un accordo con la soprintendenza abbiamo riaperto il cancello dove ci sono i resti dell’anfiteatro romano in via Munazio Planco terzo progetto dopo i Santi quaranta e il campanile di Santa Sofia.

L’accordo era, con la soprintendenza, di ripulire l’area sotto il loro controllo (completamente gratis) per poi cercare di valorizzare l’area con visite guidate sul sito, spiegazioni tecniche fatte da archeologi, istallazione di panelli multimediali eccetera. Insieme con l’istituto Galileo Galilei e con l’università del Sannio era stato messo in piedi anche un progetto ulteriore che continua ad essere sviluppato, nonostante tutto.

Nel frattempo era arrivata all’associazione la lettera del ministro della Cultura Franceschini, firmata dal suo segretario Battaglia, che si congratulava con i volontari sottolineando come il volontariato, se ben indirizzato e sostenuto “rappresenta una inestimabile risorsa il cui valore è misurabile unicamente con l’amore e la dedizione alla cultura”.

La lettera, che ha riempito di orgoglio tutti coloro che in questi 5 anni hanno partecipato ai vari progetti, ha però avuto ampio eco anche nella regione ed oltre creando “malumori”.

Ed ecco che alla soprintendenza di Caserta iniziano ad arrivare lettere di esponenti politici che chiedono: “chi sono questi, cosa ci fanno su resti archeologici, hanno l’assicurazione, ci sono archeologi, perché si fanno le foto sul sito mentre lavorano e cosi via”. Come se farsi le foto facendo vedere ciò che stavamo facendo rappresentasse una “lesa maestà” ai resti dell’importante sito romano. E non che lo schifo che c’era e che noi abbiamo tolto avrebbe dovuto far vergognare tutti, a partire proprio dalla soprintendenza.

Premetto che: sono stati rispettati tutti i protocolli del progetto messo in piedi dall’associazione Sannio Report con la vigilanza della soprintendenza di Caserta (e sul sito, tra i volontari erano presenti ben due archeologi).

Visto che le lettere provengono da una senatrice calabrese del Movimento 5 Stelle della commissione Cultura innescano una reazione negativa culminata con la richiesta da parte della Soprintendenza di sospendere tutto e riconsegnare le chiavi dell’anfiteatro (lucchetto che abbiamo provveduto noi a sostituire, cosi come i cardini del cancello per 100 euro). A questa pec viene mandata la risposta che in sintesi chiedeva: 1) di venire a vedere il lavoro svolto 2) di un tavolo istituzionale che spiegasse i motivi di questo cambio di rotta 3) di spiegare almeno a grandi linee il progetto intrapreso insieme all’ist. Galilei e all’università del Sannio.

Nessuna risposta, naturalmente. E le chiavi del cancello, una copia, l’abbiamo sempre noi!

Le ripercussioni politiche sono stati evidenti: alcuni dei volontari erano attivisti del Movimento 5 Stelle hanno provveduto ad allertare anche i 4, e sottolineo 4, parlamentari del Movimento sanniti, tra cui la senatrice Danila De Lucia che della stessa commissione fa parte. Nessuno è intervenuto e in blocco abbiamo preferito abbandonare il Movimento.

Questo è solo l’ultimo caso, forse il più eclatante perché da un lato un esponente del Governo 5 Stelle-Pd ci elogiava, dall’altro un esponente del Parlamento, facente parte della maggioranza dello stesso Governo, ci osteggiava negando il valore del volontariato come spina portante di questo paese. Un paradosso? No normale prassi quando qualcuno fa qualcosa che non dovrebbe fare nessuno. Non voglio parlare qui dell’alluvione e di quello che noi insieme a tanti altri abbiamo fatto in quei giorni, giusto per dire a cosa serve il volontariato. Ma parliamo solo dei nostri progetti.

Voglio dire alla senatrice e a tutti i politici di questo territorio che: fa niente se recuperando i Santi Quaranta abbiamo impedito speculazioni edilizie in zona e abbiamo ripulito un’area che era una discarica di quasi un ettaro (10.000 siringhe usate raccolte solo per fare un esempio), se con il Campanile di Santa Sofia abbiamo disinnescato a nostro rischio e pericolo una “bomba ecologica” e con 90 euro lo abbiamo fatto diventare di proprietà comunale e torre civica. Fa niente se abbiamo recuperato l’anfiteatro facendo mettere anche un semplice divieto di sosta sul lato del cancello. Fa niente se volevamo recuperare i pannelli sporchi e arrugginiti davanti all’anfiteatro pittandoli con vernice antiruggine con un preventivo di 500 euro tutto a carico nostro. Fa niente se volevamo rimettere i cartelli per far capire com’era l’anfiteatro originale (secondo in Italia un po’ più piccolo di quello di Capua).

Fa niente se per rivalutare la zona avevamo messo in piedi il recupero dell’ex metalplex per fare ciò che l’amministrazione Pepe aveva programmato e mai realizzato (5 milioni di euro) e fare il “parco archeologico del verde”

Come presidente dell’associazione mi sono scocciato di dover dare spiegazioni ai volontari dell’ingerenza di soggetti che a questa città non ci tengono, che deve rimanere ferma e immutabile abbandonata a se stessa. Dove, visto che chi di dovere non lo fa, non lo deve fare nessuno.

Non siamo amici di Mastella o mastelliani ma almeno lui è venuto sui Santi Quaranta a vedere il lavoro svolto e si è congratulato con noi anche con una lettera. Tutti gli altri politici cosa hanno fatto iniziando dai presidenti di provincia, dagli pseudo deputati ecc?

L’amore e l’attaccamento ad una città e ad un territorio si vede anche da queste piccole cose.

Un ultimo appunto a chi ci ha aiutato con donazioni nelle nostre imprese: i soldi che avevamo raccolto e tenevamo da parte per l’anfiteatro sono stati impiegati durante il lockdown per aiutare famiglie in difficoltà, con spese, pannolini e latte in polvere".