Dove eravamo rimasti...? Ah, sì... A quel tuffo dei giallorossi sotto la Sud desolatamente vuota, le prime paure frammiste alla speranza che quella visione irreale potesse svanire in fretta. Si era appena celebrata la vittoria sul Pescara, tra le più gustose per via di una némesi fortemente voluta. Uno, due, tre, quattro gol, un poker chirurgico, quasi a voler solo pareggiare i conti con l'andata, senza infierire sull'avversario. Poi... giù la saracinesca e tutti a casa. Lo hanno chiamato “lockdown”, perchè dirla in inglese fa sempre più effetto. Letteralmente “confinamento”, praticamente tutti chiusi in casa. Era l'8 marzo, la sera della festa della donna.
IL RECUPERO. Il 17 giugno, giorno previsto per la ripartenza del campionato con il recupero tra Ascoli e Cremonese saranno passati ben 101 giorni. Quelli più simili ad un film americano (ricordate i “distaster movie”?) che alla vita reale. Un lasso di tempo lungissimo e angoscioso, reso ancora più difficile dal dover rimanere confinati nelle quattro mura domestiche. Tra chiacchiere da bar e polemiche, tra le classiche beghe italiche nel voler o meno ripartire per terminare quella stagione bruscamente interrotta. Sembra passata la nottata, si rivede la luce. Mercoledì 17 Ascoli e Cremonese si ritrovano per rimettere in pari le partite della B, programma pre-serale per non andare in concomitanza con la finale di Tim Cup. Poi toccherà al resto della compagnia: venerdì 19 tocca a Spezia-Empoli, sabato e domenica si completa la giornata, con Cremonese-Benevento che sarà presumibilmente (non c'è ancora l'annuncio ufficiale, perchè si attende il nuovo Decreto del Governo) l'ultima di domenica 21 (alle 21 o anche più tardi...), per rispetto ai lombardi che avranno giocato un'altra partita quattro giorni prima.
NIENTE SPEZZATINO. Quello della prima giornata dopo il lockdown sarà probabilmente l'unico “spezzatino” consentito alla Lega. Il calendario delle rimanenti nove giornate dovrebbe essere uguale per tutti, stesso giorno, stesso orario. Molte società hanno chiesto che si vada in campo tutti insieme e alla stessa ora, bisognerà capire se si potranno superare a piè pari le cosiddette “esigenze televisive” o se si consentirà almeno una ripartizione di due gruppi di partite in orari diversi (18,30 e 21,00). L'attesa sta per finire, perchè non appena ci sarà il Decreto del Governo, si darà il via anche alla programmazione precisa delle partite della B. Cento giorni dopo il calcio rivede la luce.