Quarantotto persone sono state denunciate nell'ambito dei controlli dei carabinieri per verificare le condizioni del fiume Sarno e contrastare il fenomeno degli sversamenti abusivi. Da marzo a maggio i militari dei reparti Forestali, Ambientali e Agroalimentari hanno effettuato controlli sullo stato delle acque, prelevando campioni in sei differenti punti, sia prima che dopo il lockdown. Sono stati, inoltre, effettuati otto sopralluoghi lungo il fiume Sarno ed i suoi affluenti insieme al personale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, al fine di censire gli scarichi maggiormente impattanti sull’ambiente. I militari, inoltre, hanno controllato 87 attività produttive, sequestrando, mediante apposizione di tappo in cemento, 6 scarichi abusivi. Le verifiche hanno interessato altri 26 scarichi di altrettanti impianti produttivi, sei dei quali sequestrati. Sono state, infine, elevate 15 sanzioni amministrative per un importo pari a circa 40.000 euro.
Gli investigatori hanno provveduto anche a effettuare un censimento per tipologia delle principali attività produttive presenti nei territori attraversati dal Sarno e dai suoi affluenti, certificando la presenza di 247 aziende. Gli accertamenti, inoltre, hanno permesso di appurare le probabili cause d'inquinamento che vanno dagli scarichi di reflui industriali effettuati illegalmente dalle aziende, agli scarichi di acque meteoriche provenienti da piazzali di aziende, passando per lo scarico di reflui della rete fognaria.
Le attività di controllo sono tuttora in corso e continueranno nel prossimo futuro, sia d’iniziativa che su delega delle procure di Avellino, Salerno, Torre Annunziata e Nocera Inferiore. Lavoro per una task force che rientra anche nell'accordo di collaborazione operativo siglato il 16 ottobre 2019 dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.