Benevento

In avvio di stagione la Cremonese era tra le squadre più temute da chi voleva puntare ad un traguardo importante. Squadra allestita senza badare a spese, ricca di nomi e di esperienza. Dopo qualche iniziale tentennamento, grazie al mercato ancora aperto, la società decise di regalare a Rastelli altri elementi di spessore, consentendo alla Cremonese di avere almeno due titolari per ogni ruolo. Ma quello che sembrava poter essere un ulteriore elemento di forza per la squadra del cavalier Arvedi, si rivelò ben presto un'arma a doppio taglio: troppi dualismi, oltre che una condizione fisica complessiva mai ottimale. La Cremo se l'è presa spesso con la panchina: via Rastelli, ecco Baroni, ancora Rastelli. Ora Bisoli. L'unico che sia arrivato con indosso il saio dell'umiltà. Perchè la squadra lombarda, a dispetto della sua rosa di grandi nomi, occupa la quart'ultima posizione in classifica e rischia una clamorosa retrocessione. 

Bisoli l'aveva appena ereditata da Rastelli prima del'interruzione. Il tempo di firmare un'impresa sul campo del Frosinone: 2 a 0, gol dell'ex giallorosso Parigini e di Castagnetti. Una vittoria da squadra affamata e disperata: appena il 32 per cento di possesso palla (contro il 68 dei ciociari), ma stessi tiri del Frosinone nello specchio della porta (11). E un dato significativo sui falli commessi: 15 a 7 per i grigiorossi. Giusto per far intendere che il verbo di Bisoli era già entrato nella testa dei giocatori lombardi. 4-3-3 prudente nell'interpretazione, con tre centrali e un esterno in difesa (Bianchetti, Ravanelli, Terranova, oltre a Migliore), tre centrocampisti di sostanza (Deli, Castagnetti e Valzania), poi un centravanti come Ciofani, affiancato da due esterni tecnicamente bravi come Piccolo e Parigini. Dicono che la possibilità di fare cinque sostituzioni potrebbe essere un'arma in più per una squadra che possiede tanti giocatori di spessore, ma è bene ricordare che proprio l'abbondanza sia stata uno degli ostacoli imprevisti della Cremonese.

La presentazione della nuova squadra di Bisoli (ha anche perso il portiere Agazzi che ha rescisso) serve a far capire quale sia l'avversario che il Benevento affronterà di primo acchito dopo il lockdown. Domenica sera, probabilmente alle 18,30 (il calendario completo dopo qualche tentennamento arriva domani), allo Zini il Benevento cercherà di riannodare subito il filo spezzato dalla pandemia. Ci sarà da battagliare, perchè il nuovo timoniere grigiorosso trasmetterà uno spirito nuovo ai suoi. Ci sarà anche da ragionare, riducendo al minimo i rischi. La Cremo avrà già rotto il ghiaccio al Del Duca, il Benevento si ritroverà dopo quasi tre mesi. Difficile dire di chi sarà il vantaggio: i grigiorossi scendono in campo per la seconda volta in quattro giorni dopo la lunga sosta forzata, i sanniti lo faranno per la prima volta. Vedremo chi meglio saprà cogliere l'attimo. Il Benevento sotto questo aspetto non ha nulla da imparare.