Benevento

Il campionato dopo il coronavirus. In tanti si chiedono come sarà. Ieri sera Juventus e Milan hanno fatto da apripista alla ripresa del calcio italiano. E' un altro sport, inutile girarci intorno. Stadio deserto, si sentono le voci dei calciatori, quella dell'arbitro, persino i colpi sul pallone. Le proteste sono contenute e nessuno assedia il direttore di gara dopo una decisione, c'è qualche fallo di troppo, come nei precampionati quando la preparazione è precaria, e l'intensità di gioco sembra inferiore a quella solita. In Germania, nella Bundesliga, il fattore campo nelle prime partite è completamente saltato: hanno vinto quasi solo le squadre in trasferta, fatta eccezione per il solito Bayern. 

Per la B scatta l'ultima settimana di attesa. Il Benevento andrà in campo domenica prossima alle 18 allo Zini di Cremona. Inzaghi fa qualche prova nel pomeriggio, con un'amichevole in famiglia. C'è da valutare la condizione dei suoi, che complessivamente è persino migliore di quello che si potesse attendere. Ma non bisogna mai dimenticare che a formare il collettivo sono le individualità e non tutti hanno lo stesso standard di forma. E' un fatto naturale, dovuto a tanti fattori. Come quando comincia un nuovo campionato: c'è chi raggiunge la condizione prima degli alri, chi è in ritardo. Questa ripresa è ancora più anomala, perchè racchiude novità mai vissute prima d'ora.

Partitella nel pomeriggio, riposo domenicale, poi la settimana che precede la ripresa agonistica. Il Benevento ha ben poco da dimostrare, ma Inzaghi, che è un perfezionista, ha approfittato della lunga sosta per studiare meglio la sua squadra e capire se ci fosse ancora qualcosa da migliorare.

E' sicuramente presto per capire quale possa essere la formazione che scenderà in campo allo Zini. Di sicuro c'è il ricordo dell'ultima partita giocata al Vigorito l'8 marzo contro il Pescara. Mancavano Viola, Tello e Caldirola, oltre a Letizia che era squalificato e Hetemaj relegato in panchina. Superpippo chiuse col 4-4-2, mettendo da parte per una serata il collaudato 4-3-2-1. Sono trascorsi quasi tre mesi da allora e sembra impossibile legare idealmente le due partite, anche per via di un avversario completamente diverso. La Cremonese di Bisoli dovrebbe schierarsi con un 4-3-3 prudente, difficile che Inzaghi rinunci a priori al suo centrocampo a tre, anche per pareggiare i conti in mezzo al campo. In questo caso è evidente che bisogna fare i conti con la condizione di qualche giocatore (Viola per esempio) che ha saltato qualche seduta di allenamento. Ma il tecnico avrà il solito imbarazzo nello schierare subito o a partita in corso Riccardo Improta, che avrebbe le armi adatte per far male alla Cremonese, sia che inizi subito, sia che entri a metà gara. Il ricorso ad Improta (per altro l'ultimo gol giallorosso “pre-covid” è stato suo) farebbe quasi certamente convertire il modulo iniziale in un 4-4-2. Nessun problema in difesa, dove, a parte Tuia, il tecnico può scegliere in totale abbondanza: Caldirola-Barba al centro, Maggio e Letizia sugli esterni, con Volta disponibile a ricoprire più ruoli. In attacco di ripartirà da Moncini, con Insigne e Sau ai suoi lati. Ma anche qui c'è scelta: ci sono Kragl e Improta pronti a fare la loro parte.