Benevento

Avrebbe rapinato la mamma di un contabile che non gli avrebbe dato i soldi che pretendeva. E' l'ipotesi di reato contestata, oltre a quella di estorsione, ad un 30enne di Sant'Angelo a Cupolo, chiamato in causa da un'indagine del sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa e dei carabinieri avviata dopo la denuncia con la quale, nel settembre del 2017, un consulente, già noto alle forze dell'ordine, che abita in provincia, aveva raccontato di essere finito nel mirino delle 'richieste' di denaro che gli sarebbero arrivate da alcune persone alle quali aveva fornito la sua opera per truffare alcune società finanziarie.

Una di loro, in particolare, l'allora 27enne, avrebbe voluto 5mila euro, alludendo che sarebbero stati destinati ad un clan. Poi, di fronte al rifiuto dell'interlocutore, lo avrebbe costretto a consegnargli, prospettandogli possibili ritorsioni, 1000 euro, insistendo nel suo comportamento anche nei giorni successivi.

Siamo nel maggio di tre anni fa, tre mesi più tardi l'abitazione dei genitori del consulente sarebbe stata il teatro di una irruzione da parte del 27enne e di altri due uomini non identificati. I malcapitati sarebbero stati immobilizzati su una sedia e minacciati di morte, quindi 'invitati' a tirar fuori 30mila euro. Alla donna era stata messa una mano sulla bocca per evitare che gridasse, la 'visita' si era conclusa con la 'scomparsa' di vari oggetti d'oro – anelli, bracciali, collane e catenine- per un valore di 5mila euro.

Ora la chiusura dell'attività investigativa e la possibilità per il 30enne, difeso dall'avvocato Cipriano Ficedolo, di chiedere di essere interrogato e produrre memorie a discarico.